2009-07-03
COME COMBATTERE LA STIPSI
OGGI ci troviamo a parlare di stitichezza o stipsi. Prima di tutto è un errore parlare di stipsi se non si evacua quotidianamente, o se per qualche giorno la frequenza di evacuazione è ridotta ma solo quando queste siano costantemente meno di due la settimana, con fatica nellevacuazione e con feci spesso dure. Tra i fattori che possono portare alla stipsi troviamo il cambio delle abitudini alimentari, lassunzione di farmaci, la disidratazione e limmobilizzazione a letto. La stitichezza è inoltre da porre in relazione con letà. Da giovani è spesso risolvibile modificando le proprie abitudini di vita e alimentari con unattività fisica moderata e regolare, bere molta acqua (almeno 1,5 litri al giorno) e avere una dieta varia e ricca di fibre (frutta, verdura e cereali). Con lavanzare delletà il problema può acuirsi (complice spesso lassunzione di medicine) e può essere necessario ricorrere a rimedi supplementari, come lassativi e purganti. Se la stitichezza rappresenta un episodio occasionale si può fare ricorso alluso di supposte e microclismi a base di glicerina oppure a lassativi ad azione blanda e non irritativi nei confronti del nostro intestino. Tra questi citiamo prodotti a base di lattulosio, lattitolo o mannitolo, tutti zuccheri non assorbibili (utili per i diabetici), spesso sotto forma di sciroppi da assumere quotidianamente.
ACCANTO a questi ci sono le cosiddette fibre, costituite da polisaccaridi di tipo non amidaceo (i principali componenti delle fibre che assumiamo con la dieta). Li troviamo sotto forma di liquidi in busta pronti da assumere (guar, emicellulosa, glucomannano
), piuttosto che in polvere (ad esempio semi di psillio) o in altra forma. Lazione benefica compare dopo qualche giorno di assunzione, serve dunque un minimo di costanza nellassunzione. Nel caso invece il blocco sia più importante e protratto da almeno sette giorni, sarà opportuna una visita medica, spesso seguita dalluso di lassativi ad azione più importante, quali clismi evacuativi o prodotti ad azione irritativa sullintestino da prendere per via orale, a base di estratti di piante quali senna, cascara, frangula, o di natura sintetica (come il bisacodile), da non assumere costantemente e per lunghi periodi, vista la loro azione molto aggressiva sulle pareti intestinali. In ogni caso non si deve avere timore di parlarne con il proprio medico e il farmacista di fiducia, anzi è bene farlo, così da avere informazioni e consigli molto utili in materia, siano presenti problemi in merito o solo il sospetto.
dottor Luca De Antoni,
associato Federfarma Bologna