2009-07-05
di CRISTINA DEGLIESPOSTI
MANCA pochissimo ormai allincontro forse risolutorio davanti al ministro Scajola, in programma mercoledì a Roma. Allincontro dovrebbe partecipare anche il presidente della Regione, Vasco Errani, invitato al tavolo dal Governo. I lavoratori si stanno organizzando con pullman diretti nella capitale. Se ne parlerà nellassemblea sindacale indetta per domani alle 9 davanti ai cancelli Cnh.
INTANTO i lavoratori delle aziende imolesi fanno quadrato intorno ai 454 cassaintegrati dello stabilimento Cnh di via Lasie, su cui pende la spada di Damocle della chiusura nel giro di due anni. «Questi giorni sono stati un susseguirsi di lettere di solidarietà da parte dei lavoratori delle aziende della zona conferma Paolo Stefani della Fiom-Cgil . Ad esempio ci sono arrivate quelle delle rsu di Cefla e Cerim, ma ce ne sono state tante altre».
A unirsi al gruppo ieri è arrivato anche il sostegno dei lavoratori della Finlane-Cognetex, lazienda a cui è stato comunicato due giorni fa lavvio del contratto di solidarietà per 68 dei 72 dipendenti. «Pur mantenendo forte la preoccupazione per il permanere della crisi che coinvolge anche la nostra azienda scrivono le rsu Cognetex , esprimiamo sostegno ai lavoratori Cnh. Siamo tutti consapevoli che il territorio imolese non può permettersi di perdere un sito produttivo di tale portata occupazionale. Riteniamo lunità dei lavoratori un valore condiviso, che si deve cementare nelle difficoltà. E auspichiamo che le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali facciano tutto quanto è possibile per una risoluzione positiva della vertenza tra Fiat e Cnh».
LA VICINANZA ai tanti dipendenti che in questi giorni stanno continuando a presidiare i cancelli dello stabilimento nei pressi dellautostrada è sentita anche a Modena. Lauspicio dei colleghi modenesi della Cnh è che la «direzione Fiat torni sulle proprie decisioni». Ma le rsu di Modena non risparmiano analisi al vetriolo al gruppo torinese per il comportamento tenuto in queste ultime due settimane. «Se allinizio Marchionne voleva infondere ottimismo cercando di tranquillizzare i lavoratori del gruppo scrivono in una nota , oggi ci troviamo davanti allevidenza che se la crisi morde, le prime vittime a pagare sono
sempre e solo i lavoratori. Farebbe bene lamministratore delegato della Fiat piuttosto che avventurarsi in conquiste di case automobilistiche ormai
al tracollo, oppure investire centinaia di migliaia di euro in metodi come il wcm (fiore allocchiello Toyota, il grande marchio automobilistico mondiale indebitato fino al collo), a concentrarsi sugli stabilimenti italiani». Come? «Cercando di proporre un piano industriale che miri al mantenimento e allo sviluppo delle realtà produttive del territorio rispondono i modenesi . È paradossale che il gruppo Fiat continui con una mano a prendere soldi dallo Stato e con laltra a sbattere in mezzo alla strada i lavoratori».