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Ritrovato e riportato a Mordano lo stallone da tre milioni rapito un anno fa

Daguet Rapide: rapimento e ritorno

STAVA pascolando sulla spiaggia di Licola, vicino a Pozzuoli, nel Napoletano. E qualcuno fra i bagnanti ha pensato di chiamare i carabinieri vedendo quel meraviglioso cavallo a spasso da solo. Dopo l...
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2009-07-07
STAVA pascolando sulla spiaggia di Licola, vicino a Pozzuoli, nel Napoletano. E qualcuno fra i bagnanti ha pensato di chiamare i carabinieri vedendo quel meraviglioso cavallo a spasso da solo. Dopo le prime verifiche, la scoperta, confermata dal microchip. Era Daguet Rapide, stallone da tre milioni di euro sequestrato poco più di un anno fa dall’allevamento Folli di Mordano. Il cavallo, un baio, è già tornato a casa — lo è andato a prendere lo stesso proprietario dell’allevamento dal quale era stato rapito, Marco Folli — ed è in buone condizioni, pronto a tornare al ‘lavoro’. Le indagini del pubblico ministero Lorenzo Gestri però vanno avanti.

DAGUET Rapide è forse il più importante stallone italiano: nato nel 2000, esploso nelle corse nel 2003, dal 2005 si dedicava alla riproduzione, pagata circa 15mila dollari a monta. Quando fu rapito era arrivato da appena sei mesi nell’allevamento di Marco Folli, dove vengono ospitati tanti campioni (anche il grande Varenne stava per trovare casa a Mordano). Quasi cento i cavalli ospitati. Per capire il valore di Daguet Rapide — il nome francese significa «cerbiatto veloce» — basta fare un conto: nella prima stagione da stallone, il trottatore ha avuto 111 figli a 15mila dollari (circa 10mila euro) a monta. Il calcolo è semplice: oltre un milione all’anno. Il cavallo, figlio di un primatista mondiale americano di trotto come Pine Chip e di una fattrice mai scesa in pista, Hangone, aveva avuto una carriera breve, ma fulminante. Il Derby, il Marangoni, il Giovanardi, il Nazionale, il Triossi, il Continentale: tutte le classiche in una collana di successi scintillante interrotta nel 2005.

IL CAVALLO fu rapito il 16 giugno da una banda di professionisti che sedò il cavallo e lo portò via con un furgone. Fu escluso quasi subito che potesse venir usato per la riproduzione nel mercato regolare: l’analisi del Dna avrebbe permesso di risalire al campione. E non sarebbe mai pervenuta una richiesta di riscatto. Le indagini, condotte dai carabinieri, si spostarono così sull’ambiente delle corse clandestine, in particolare in Campania. Daguet Rapide potrebbe esser stato usato per ‘produrre’ cavalli per il mercato parallelo, insomma. Anche se la Procura mantiene il riserbo sulle indagini, sembra che il cerchio sui rapitori si stesse stringendo sempre più e la liberazione del cavallo potrebbe esser stata un modo di alleggerire la pressione e guadagnare tempo.

QUELLA di Daguet Rapide non è l’unica sparizione di cavalli avvenuta nel nord Italia negli ultimi anni. Molti sono stati ritrovati, ma non tutti. Lo stallone Lemon Dra sparì nel nulla e non fu mai più ritrovato, dopo esser stato rapito nel 2006 da Noceto, vicino (Parma). E’ tornato a casa quasi subito invece Equinox Bi che fu rapito a Mirano ma fu ritrovato quasi subito nelle Marche in circostanze poco chiare.
Ad agosto è stato rapito a Cesena il trottatore Forever runner mentre settembre da un allevamento di Morciano sono spariti quattro cavalli del valore complessivo di 60mila euro. Anche in questi casi, gli indizi punterebbero tutti sull’ambiente delle corse clandestine.









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