Castel San Pietro (Bologna), 12 settembre 2017 - Più forte anche della pioggia. La Carrera edizione 2017 ha dovuto sfidare e sconfiggere quello che da sempre è il più temuto avversario di chi per dodici mesi si allena e prepara le macchinine a spinta per la giornata più attesa dell’anno: la pioggia. E la sfida contro l’inclemenza del tempo, è bene dirlo prim’ancora di entrare nel merito dei risultati dell’ultima edizione, i carreristi l’hanno stravinta, meritandosi un plauso per l’encomiabile tenacia, per la forza di volontà e per la capacità di fare gruppo ammainando per qualche ora ogni tipo di bandiera.

Dalle 14 di domenica, appena la pioggia ha smesso di scendere copiosa di Castel San Pietro, decine di persone hanno infatti imbracciato soffioni spazza-foglie e anche scope per asciugare i punti più insidiosi del tracciato, le curve in particolare, ottenendo intorno alle 17 il benestare dal responsabile della gara per dare il via alla competizione. Solo intorno alle 18.30 le macchinine si sono disposte in griglia attendendo lo start della Coppa Ragazzi.

La sfida, almeno per quanto riguarda la prima posizione, si è accesa e spenta subito, nello spazio di 400 metri o poco più. E’ iniziata con il duello ruota a ruota in via Matteotti tra Mora e Porz, si è chiusa all’uscita del Cassero, davanti alla stazione delle corriere, quando il Porz è finito in testacoda nel tentativo di sorpasso interno, beffato dalle strisce pedonali ancora umide.

«Il pilota del Porz (Alessandro Marzocchi) ha fatto quello che doveva. Ha visto un buco e si è ‘buttato’ dentro, esattamente come si fa nelle moto. Era troppo importante provarci», la sentenza di Andrea Vallisi, presidente dell’associazione Club Carrera. A quel punto la gara, almeno nelle prime tre posizioni, è scivolata via senza più scossoni. Mora, Ov e Coyote, tutte distaccate l’una dall’altra.

Dietro, invece, una vera e propria bagarre, ricchissima di colpi di scena e di errori dei piloti soprattutto nella temibilissima curva del Corona: «In quella curva quanti anni di lavoro sono stati buttati via», commenta ancora Vallisi. Così, alla fine, al traguardo sono arrivate in nove, sei invece hanno dovuto loro malgrado anticipare il momento dell’happy-hour.

Combattutissima, invece, la Carrera Rosa, con i tre equipaggi, soprattutto Ovette e Venere, a battagliare per quasi tutta la gara. L’hanno spuntata le prime, mentre per le seconde medaglia di argento e per le Bulle bronzo. Domenica prossima si replicherà, con il recupero della Coppa Terme alle 12, preceduta dalla sfilata. Tanti i team che vorrebbero rifarsi, ma il pronostico è tutto per l’insaziabile Mora.