Imola, 11 settembre 2017 - Anche Imola ha ricordato, questa mattina nel parco pubblico ‘Vittime dell’11 settembre’, i morti in seguito all’attentato alle Torri gemelle di New York del 2001. Dopo gli interventi del vicesindaco Roberto Visani, di Mohamed Sabir, presidente della Casa della cultura islamica, e di don Andrea Querzé, vicario della Diocesi, è stata deposta una corona alla lapide che ricorda i caduti.

Visani ha parlato della necessità di avere "fiducia e speranza nel futuro", e ha poi aggiunto: "Dobbiamo ripartire dalla scuola, una scuola che accoglie i figli di tutti, se vogliamo costruire un futuro di fiducia e speranza. Una scuola che insegni diritti e doveri. Perché libertà e responsabilità devono viaggiare insieme – ha concluso il vicesindaco – se vogliamo garantire pace e futuro alle nostre comunità". 

Un pensiero, questo, condiviso anche da Sabir. "La strada maestra per sconfiggere il terrorismo sono la cultura, l’educazione, la giustizia sociale, lo sviluppo economico – ha messo in chiaro il presidente della Casa della cultura islamica –. Ma soprattutto bisogna che le potenze mondiali abbiano la buona volontà di risolvere i conflitti in Afghanistan, Iraq, Syria, Libia, nello Yemen e far riprendere il processo di pace in Medio Oriente. Che Allah l’onnipotente protegga l’Italia da ogni male".

Da parte sua, don Querzé ha evidenziato l’importanza di tre parole: verità, giustizia e speranza. "Si vince con la forza della speranza - ha detto il sacerdote – e vogliamo costruire qualcosa di più vero e di più giusto rispetto a quanto abbiamo trovato. Tutte le vittime, di questo come degli attentati successivi, sono da ricordare e affidare alla misericordia di Dio".