HOMEPAGE > Imola > Aumentano i malati di gioco L’Ausl offre una soluzione: «Venite al Sert, vi aiuteremo»

Aumentano i malati di gioco L’Ausl offre una soluzione: «Venite al Sert, vi aiuteremo»

di CRISTINA DEGLIESPOSTI
«LA DIPENDENZA dal gioco d’azzardo è un fenomeno in crescita e Imola è linea con i dati regionali e nazionali». Stefano Gardenghi, responsabile de...
Stampa l'articolo Invia per e-mail Clicca due volte su qualsiasi
parola di questo articolo per
visualizzare una sua definizione
tratta dai dizionari Zanichelli
| | condividi
2011-01-26
di CRISTINA DEGLIESPOSTI
«LA DIPENDENZA dal gioco d’azzardo è un fenomeno in crescita e Imola è linea con i dati regionali e nazionali». Stefano Gardenghi, responsabile del Sert e delle Dipendenze patologiche dell’Ausl di Imola, è stato uno dei primi in regione ad aprire uno ‘sportello gambling’ totalmente dedicato a chi ha ciò che comunemente viene definito il ‘vizio’ del gioco. Un vizio che, invece, è una vera e propria patologia cronica e recidivante, e che coinvolge circa il 3 per cento dei giocatori d’azzardo. Quando nel 2006 lo sportello imolese aprì i battenti, i casi che si affacciavano alla porta stavano sulle dita di una mano ed erano accompagnati all’alcolismo. Ma oggi le cose sono cambiate, perché dei mille utenti in carico al Sert (circa 500 per alcolismo, 400 per droga e 30 tabagisti), venti sono unicamente affetti dalla patologia del gioco d’azzardo o ‘craving’.
Gardenghi, cosa è successo negli ultimi quattro anni?
«Sono aumentate, anche grazie a particolari dispositivi di legge, le forme di scommesse che danno un risultato immediato, quindi agiscono sul fattore emotivo della persona. Mi riferisco infatti ai videopoker, al Lotto che ha aumentato la frequenza di estrazioni nella settimana e a tutti quei giochi dove l’abilità del giocatore non incide».
Qual è il limite oltre il quale dal gioco saltuario si passa alla dipendenza?
«I ‘sintomi’ sono vari. Aumentano le ore che impegniamo nel gioco e anche il rimanente è condizionato da quest’attività. Crescono le somme che si scommettono, si cerca di giocare per recuperare o andare in pareggio, si percepisce l’astinenza a livello fisico che oscilla tra il rilassamento e l’eccitazione. Si è superato il limite quando la pulsione al gioco, alla scommessa non è più controllabile».
Si sente parlare di famiglie rovinate dal vizio del gioco d’azzardo…
«Non esiste un profilo tipo del giocatore dipendente, anche se c’è sempre una fragilità psicologica di base che origina il tutto e alcune zone geografiche per cultura sono più propense. Gli immigrati soprattutto, perché sperano di ‘svoltare’ la propria vita in un sol colpo. La famiglia è fondamentale: spesso è la prima che si rivolge al nostro sportello. I familiari non devono coprire i debiti perché così prolungano solo l’agonia dei propri cari».
In cosa consiste la terapia?
«Usiamo una tecnica cognitivo-comportamentale. Il primo obiettivo è smettere di giocare, poi si passa a rafforzare il piano dei valori individuali. La ricaduta è facile, francamente non credo a chi guarisce alla prima volta. In media servono un anno e mezzo o due per uscirne. Facciamo incontri individuali, di gruppo a Casola Canina e offriamo anche ricoveri per chi vuole allontanarsi da certi ambienti. Poi, al termine della terapia, incontri ogni quattro mesi, per non abbandonare nessuno».

Oggi 17°
Domani 17°
Previsioni a cura del centro Epson Meteo
Articoli correlati
ProntoImprese
oggi
domani
Mediocre
Accettabile

Tutte le previsioni

Pieve Di Cento

Appartamento a Bologna

161000 €

Sala Bolognese

Appartamento a Bologna

238000 €

Bologna

Appartamento a Bologna

248000 €

il Resto del Carlino su Facebook