di ENRICO AGNESSI PAGARE le bollette tagliate del 20%, decurtando cioè la parte relativa alla remunerazione del capitale investito e tenendosi in tasca diverse decine di euro. ...
{{IMG}} 2012-02-07 di ENRICO AGNESSI PAGARE le bollette tagliate del 20%, decurtando cioè la parte relativa alla remunerazione del capitale investito e tenendosi in tasca diverse decine di euro. È la proposta del Comitato Acqua Pubblica di Imola che, come annunciato nei giorni scorsi, presenta la propria campagna di «obbedienza civile per il rispetto della volontà popolare» con la quale invita tutti i cittadini a non pagare la percentuale in questione per tutte le bollette arrivate a partire dal 21 luglio 2011 (giorno di entrata in vigore del decreto che certificato la vittoria dei referendum abrogativi). COME spiegato in conferenza stampa da Antonella Caranese, Aldo Gardi e Claudio Frati, rappresentati del comitato, «il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dellacqua non si devono fare profitti. E la risposta dei cittadini, 95,8 per cento a favore della cancellazione del guadagno, non lascia alcun dubbio sullopinione, praticamente unanime, del popolo italiano». Ma, fa sapere Caranese, «da 8 mesi a questa parte si accampano scuse per disattendere il risultato di quel voto e nessun gestore ha applicato la normativa diminuendo le tariffe del servizio idrico. Già dopo i primi banchetti ci siamo resi conto di come la gente non ne capisca il perché e rimanga sbalordita. Per questo il popolo dellacqua torna a mobilitarsi». LA RACCOLTA adesioni è già partita e andrà avanti nelle prossime settimane grazie al volantinaggio, alla Rete e a sportelli dedicati, ai quali seguirà poi una lettera di diffida indirizzata a Hera e Ato. «Sulla questione acqua avverte Gardi è dovere dei cittadini richiamare i sindaci e gli amministratori locali a far sì che questa venga sempre mantenuta di qualità e con un servizio efficiente. Quello che i gestori stanno facendo, invece, è gravissimo e cerca di togliere valore alla democrazia». Ma quanto potrebbe costare a Hera, a livello di mancati introiti, una campagna del genere? «Se tutti aderissero arriveremmo a 26 milioni di euro in meno per la provincia e a 2 milioni e 600 mila per il circondario spiega Frati . Ma non parliamo di mancato incassoper favore, qui si tratta di appropriazione indebita. Ecco perché invito tutti a seguirci, sia privati che attività commerciali. È una battaglia di democrazia e non si rischia nulla».