Bologna / Ancona / Ascoli / Cesena / Civitanova Marche / Fano / Fermo / Ferrara / Forli / Imola / Macerata / Modena / Pesaro / Ravenna / Reggio Emilia / Rimini / Rovigo

Ristoratore evade due milioni di euro

di CRISTINA DEGLIESPOSTI
SI È concesso un ‘piccolo’ sconto, forse per riuscire ad avviare quel ristorante su tre piani aperto nel 2007. Ma quei 2,1 milioni di euro di evasione total...
4584.jpg
4584.jpg
{{IMG}} 2012-02-08
di CRISTINA DEGLIESPOSTI
SI È concesso un ‘piccolo’ sconto, forse per riuscire ad avviare quel ristorante su tre piani aperto nel 2007. Ma quei 2,1 milioni di euro di evasione totale alla fine sono venuti a galla, stanati dalle Fiamme gialle imolesi del tenente Davide Colella. E’ questo il caso più eclatante del bilancio 2011 della Guardia di finanza di Imola che controlla i dieci comuni del circondario più Ozzano e che l’anno scorso ha portato a un recupero dell’imponibile per 59 milioni di euro (9 solo di Iva). Un bel gruzzolo, in linea con il 2010. Sotto la lente delle Fiamme gialle soprattutto aziende, artigiani e liberi professionisti; nell’edilizia c’era il bacino d’evasione maggiore. Il caso del ristoratore imolese rimane comunque emblematico. Dopo aver avviato il locale, ha regolarmente pagato i fornitori, le utenze ed emesso fatture ai clienti. Ma per i primi due anni di gestione (2007 e 2008) l’attività è rimasta totalmente sconosciuta all’erario, senza una dichiarazione dei redditi, per un danno di 2,1 milioni di euro. Il titolare, certo forse di non incappare in controlli approfonditi vista la regolarità delle fatture, applicava la stessa tecnica alla sua azienda di commercio alimentare all’ingrosso, dove in un anno non ha dichiarato altri 500mila euro. A fine anno si è concluso il procedimento a suo carico (stanno decorrendo i termini per le sue controdeduzioni) e la cifra dovrebbe essere totalmente recuperata perché l’esercente ha denaro per pagare. In un altro caso invece la Guardia di finanza ha sottoposto a sequestro equivalente (il sequestro dei beni prima che si chiuda il primo grado di giudizio) una ditta di autotrasporti che avrebbe evaso tre milioni di euro confiscandone le motrici, i capannoni e i terreni. E stessa cosa è stata richiesta per le auto e le case di tre medici accusati di aver ottenuto una borsa di studio di 20mila euro per un corso di formazione, salvo poi continuare a praticare anche la professione nonostante fosse vietato dal bando.
L’ANNO scorso gli uomini del tenente Colella hanno eseguito 67 verifiche su persone fisiche e giuridiche, 150 controlli e 1.999 controlli strumentali sulla corretta emissione di scontrini e fatture. In quest’ultimo caso è emerso che il 20,1% (uno su cinque) delle attività controllate o non batteva scontrino o lo faceva per importi inferiori dalle cifre pagate dai clienti. Un dato in crescita, visto che nel 2010 il tasso era del 14,1%. Per questo la Finanza ha chiesto 18 volte la chiusura delle attività trovate in fallo quattro volte negli ultimi cinque anni, eseguendone otto che nella stragrande maggioranza dei casi riguardano parrucchieri, bar, alimentari e venditori ambulanti (a questi è stata sospesa la licenza). Gli evasori totali pizzicati sono stati 27 (24 nel 2010, 17 nel 2009) e 12 quelli ‘paratotali’ cioè che hanno evaso oltre la metà del dichiarato (4 nel 2010).
Nei 14 controlli sulle accise dei carburanti solo un caso era in piena regola; i 71 controlli eseguiti per conto delle istituzioni sui requisiti per accedere a prestazioni sociali agevolate hanno portato a indagare cinque persone.
Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by