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Più di cinque mesi per una visita oculistica «In ospedale c’è qualcosa che non va»

di CRISTINA DEGLIESPOSTI
CENTOSESSANTA giorni. A tanto ammontava la lista d’attesa dell’Ausl di Imola per una visita oculistica il 24 gennaio scorso. Tanto, troppo secondo il consigliere...
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di CRISTINA DEGLIESPOSTI
CENTOSESSANTA giorni. A tanto ammontava la lista d’attesa dell’Ausl di Imola per una visita oculistica il 24 gennaio scorso. Tanto, troppo secondo il consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami che aveva chiesto a viale Aldo Moro i tempi d’attesa delle diverse prestazioni eseguite nell’Azienda sanitaria locale. Troppo, soprattutto se si considera che il percorso di garanzia attivato dall’Ausl per rientrare nei tempi di attesa imposti dalla Regione (30 giorni per le visite e 60 per la diagnostica) è addirittura al completo. Ossia la struttura esterna a cui si appoggia l’Ausl acquistando prestazioni, in questo caso il San Pier Damiano a Faenza, non riesce più ad accettare ulteriori prenotazioni da Imola che garantirebbero alla più piccola Ausl in regione l’abbattimento delle liste d’attesa.
«E’ EVIDENTE che qualcosa non va – commenta Bignami -. Imola già è povera nel tipo di prestazioni erogate, ha una lista di esami e visite molto più ristretta rispetto ad altri ospedali del distretto bolognese. In più ci sono tempi d’attesa troppo alti per esami e visite che hanno una natura preventiva significativa». Qualche esempio. Secondo i dati diffusi da Bignami, per le visite oculistiche il tempo medio di attesa in tutto il Bolognese è di sei giorni, con ospedali in grado di garantire anche un solo giorno di attesa. Per le visite urologiche a Imola si aspettano 55 giorni, contro una media di 12 e il migliore tempo d’attesa garantito di 4. Per una visita dermatologica Imola è a 104 giorni d’attesa che con il percorso al San Pier Damiano diventano 10. Ma nel bolognese la media è di cinque giorni con un ospedale in grado di garantire un solo giorno d’attesa. E poi, ancora, per una colonscopia si attendono 139 giorni mentre al Malpighi di Bologna 20, per un ecodoppler 104 che al San Pier Damiano diventano 39. In via Montericco tempi d’attesa fermi a 164 giorni per una tac body-addome, 112 per una risonanza magnetica cerebrale (con percorso di garanzia quattro giorni), 160 per una risonanza alla colonna vertebrale (percorso sospeso), 107 per una visita ostetrico ginecologica, 101 per un ecodoppler cardiaco, 176 per un elettrocardiogramma holter e 93 per una visita gastroenterologica. «Non credo che i medici di base prescrivano esami impropri più che da altre parti – continua Bignami — . O si migliora l’organizzazione interna dell’ospedale o vanno investite risorse. Attendiamo risposte e presenteremo un’interrogazione per capire il motivo di questi ritardi, ma ci riserviamo di chiedere un’udienza conoscitiva alla direzione dell’Ausl»
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