Imola, 18 marzo 2017 - Entreranno in funzione entro il mese di giugno i nuovi autovelox che saranno installati lungo le vie Lughese e Correcchio e sull’asse attrezzato. Da tempo si discute in città dei nuovi apparecchi, anche perché secondo i piani iniziali del Comune i sei dispositivi dovevano essere operativi già nel 2016, ma per motivi tecnici si era verificato uno slittamento dei tempi. Ora però il Comune, nell’ambito della presentazione del Piano del traffico urbano adottato di recente dalla giunta e al vaglio del Consiglio il 30 marzo, assicura di partire tra pochi mesi. Gli autovelox mobili saranno sei: due sorgeranno sull’asse attrezzato in prossimità delle rampe che accedono alla rotonda di via Amendola, due su via Lughese a ridosso dell’incrocio con via Lasie, e altrettanti su via Correcchio nel tratto che attraversa la frazione di Sasso Morelli, con il posizionamento agli ingressi del centro abitato. I box (fissi) ospiteranno, a rotazione, lo strumento in grado di rilevare la velocità degli automobilisti. Dispositivo che sarà possibile utilizzare «solo in concomitanza con la presenza di una pattuglia della Polizia municipale – spiega il vicesindaco Roberto Visani -. Crediamo però che la sola presenza dei box costituisca un deterrente importante per chi è alla guida». Si tratta infatti di arterie dove si registrano più incidenti. «In via Lughese, tempo fa abbiamo diminuito il limite massimo di velocità, portandolo da 90 a 70 chilometri orari – dichiara Ivan Mazzanti di Area Blu -. Nonostante questo, non è cambiato niente».

Ecco quindi che l’amministrazione spera di risolvere il problema ricorrendo alle ‘maniere forti’. Anche se «in prospettiva non è da escludere che la Lughese verrà toccata dalla realizzazione di una rotonda», anticipa Visani. Fino ad allora, i velox. Ogni ‘armadio’ ha un costo di 3mila euro, mentre lo strumento per rilevare la velocità si aggira sui 40mila euro. Sempre nell’ottica di limitare gli incidenti, nei prossimi giorni verranno installati, in corrispondenza di alcuni impianti semaforici, delle lanterne gialle con il simbolo del pedone, al fine di richiamare gli automobilisti a una maggiore attenzione verso gli attraversamenti pedonali. E non finisce qui. L’impianto semaforico che regola l’incrocio tra le vie del Lavoro, di Vittorio e 1° Maggio sarà oggetto di una modifica, in quanto nelle prossime settimane verrà introdotta una terza fase «per scongiurare l’incidentalità elevatissima sulla svolta a sinistra – dice Mazzanti -. In seguito a questo intervento, ci aspettiamo un calo verticale dell’incidentalità».

Sguardo anche all’ambiente per ottemperare agli obiettivi contenuti nel Piano aria integrato regionale 2020 (Pair). La richiesta è quella di rafforzare, nell’ambito del Piano del traffico urbano, alcune manovre di intervento. Tra le ipotesi che il 30 marzo verranno discusse in consiglio comunale ci sono: la trasformazione delle zone oggi regolate a Ztl in aree pedonali urbane, con l’esclusione dei tratti interessati dal transito del trasporto pubblico; l’estensione della pedonalizzazione a una parte della viabilità attorno al Duomo; la pedonalizzazione a sud di via Marsala e di via Corelli. Inoltre, si propone di abbassare a 30 chilometri orari il limite di velocità per tutti i centri edificati, con la sola esclusione dei rami di viabilità principale. Attenzione anche verso le cosiddette isole ambientali. Si tratta di zone residenziali che sono interessate da traffico improprio o comportamenti imprudenti degli automobilisti. Per cui, ogni zona sarà progettata al fine di eliminare il traffico inadeguato e imporre velocità fortemente moderate. Ma da dove iniziare? In caso di approvazione del Piano del traffico da parte del Consiglio, «entro l’autunno vedremo come ampliare la Ztl in centro storico, coinvolgendo anche le associazioni di categoria. Tra le prime azioni che attueremo – fa sapere il vicesindaco Roberto Visani – ci sarà anche quella di riservare il transito di alcune strade laterali al centro ai soli residenti».