Imola, 19 agosto 2017–Nuovo caso di degrado al cimitero. A distanza di pochi giorni dall’ultima segnalazione, relativa alle lapidi divelte e abbandonate, il comitato pro Piratello torna a puntare il dito verso quanto accade in alcune zone del camposanto cittadino. Nello specifico, Raimonda Pittau e Aris Alpi, rispettivamente presidente e portavoce della compagine nata nel 2011, riferiscono di salme «completamente violate» all’interno dell’area dedicata alla memoria dei defunti. Alcune ossa, evidentemente al termine di un processo di esumazione, giacciono infatti incustodite sulla terra rivoltata, «mischiate assieme a rifiuti di utensili di edilizia e ai resti in zinco della cassa», denunciano del comitato.

«La gravità dell’accaduto – proseguono Pittau e Alpi – va a collocarsi in un quadro già di per sé infelice, in un contesto che lascia poco scampo alle giustificazioni di moralità e civiltà, che qui non esistono minimamente». Quanto successo «è di una gravità eccezionale, gravissima, inaudita – secondo i rappresentanti del comitato –, benché anche la stessa lapide del defunto è stata frettolosamente gettata a fianco del bidone dei fiori secchi». E questo nonostante il regolamento di polizia mortuaria prescriva che le ossa rinvenute in occasione delle rimozioni delle salme dal loculo o dalla sepoltura in terra, processo solitamente necessario dopo la scadenza del periodo di concessione, «devono essere raccolte e depositate nell’ossario comune».

Lo stesso regolamento prevede inoltre che «tutti i rifiuti risultanti dall’attività cimiteriale sono equiparati a rifiuti speciali», e come tali devono essere trattati. «A questo punto è doveroso fare un appello al custode del cimitero, se sia al corrente di questo modus operandi, e se supervisioni le tumulazioni e le estumulazioni ad opera delle aziende che detengono l’appalto del cimitero del Piratello – aggiungono dal comitato –. E soprattutto che vengano date celeri spiegazioni».

Al di sopra di queste realtà, ovviamente, c’è l’autorità sanitaria locale, «che dovrebbe mantenere altissima la soglia di attenzione su un luogo come questo, dove ovviamente, circolano batteri di ogni genere dato il numero di estumulazioni», ricordano Pittau e Alpi, chiamando infine in causa la stessa amministrazione comunale. «Non è assolutamente nostra intenzione entrare in ambito politico, ma vista l’eccezionalità della contingenza è doveroso chiedersi come l’assessore Guglielmi non si sia accorto dell’emergenza, e non dia spiegazioni, finalmente, per questa latitanza urticante – concludono dal comitato –. Se la via di Montecitorio per Daniele Manca è già aperta, a questo punto è d’obbligo che la strada per Roma possa passare prima dal viale del Piratello. Per capire, dato che noi non capiamo più cosa stia succedendo, se la massima autorità sanitaria della nostra città si indigni anche un po’ con se stesso per non aver mai posto rimedio ad una simile vergogna, chiedendo scusa agli imolesi per questa mancanza».