Imola, 4 agosto 2017 - Il Comitato Piratello torna ad accendere i riflettori sulle condizioni del cimitero cittadino. Dopo aver posto l’accento, nei giorni scorsi, sulla sporcizia nella parte antica del camposanto, sull’incuria del portico e sull’erba alta, questa volta l’attenzione del gruppo (nato nel 2011 con l’obiettivo di ridare dignità a un’area nella quale comunque il Comune negli ultimi ha investito in maniera decisa) si concerta sulla «situazione di massimo degrado che coinvolge il grande campo in terra, nei settori attorno al cosiddetto famedio.

«Nonostante si trovi a pochi passi dall’area coinvolta dagli interventi di recupero più importanti – evidenziano per il comitato Raimonda Pittau e Aris Alpi, che fanno sapere di aver raccolto le sollecitazioni di alcuni parenti dei defunti –, queste tombe di terra, occupate per la maggior parte da salme che non possono contare sui propri famigliari, sono lasciate da chissà quanto tempo in un gravissimo stato di abbandono e incuria. Prendiamo atto di come possano esistere ancora defunti di serie A e di serie B».

Addirittura «osserviamo le latte con le fotografie dei defunti, ribaltate in mezzo alle sterpaglie, cadute sul prato per via della colla staccata dal loro sostegno – denunciano dal comitato Piratello –. Le croci conficcate nel terreno in un panorama quasi da cimitero sconsacrato. Oltretutto, tra una salma e l’altra, si sono aperte delle crepe nel terreno da cui filtra un forte odore. Addirittura tocca vedere le lapidi di terracotta, crollate una in fila alle altre, come a formare un macabro domino».

Queste circostanze «finiscono per rafforzare quei dubbi posti nei mesi scorsi – proseguono Pittau e Alpi – sulla reale efficacia di chi dovrebbe occuparsi della manutenzione ordinaria, che mai come in questo caso appare sacrosanta e doverosa: viene violato anche quel minimo senso di civiltà rimasto». Detto che, sul tema, la Giunta sente di star facendo la propria parte, e che anche la maggioranza targata Pd ha applaudito giusto ieri l’operato di Area Blu in materia di manutenzione, alla luce della situazione fin qui descritta i referenti del comitato Piratello chiedono «un celere intervento da parte della massima autorità religiosa cittadina, che mai si è espressa, in quanto depositaria delle benedizioni ai sacerdoti per le tumulazione di tutte le salme. Queste ultime – concludono Pittau e Alpi – chiaramente dimenticate da ogni tipo di istituzione pubblica e religiosa».