Imola, 10 ottobre 2017 - La Corte dei Conti torna a bacchettare il Comune. Dopo le rimostranze avanzate nel recente passato in materia di società partecipate, acquisti dell’ente e costruzione della piscina Ortignola, questa volta la magistratura contabile emiliano-romagnola punta il dito contro il sistema di gestione dei servizi legali da parte dell’amministrazione. In pratica, le modalità con le quali l’ente di piazza Matteotti (che ha in organico un solo professionista impegnato «quasi esclusivamente» nei ricorsi contro le multe della Municipale) sceglie dall’esterno gli avvocati che lo assistono nei vari procedimenti giudiziari.

Quattro le «criticità» rilevate dalla Corte dei conti nella sua recente delibera indirizzata appunto al Comune di Imola: non inserimento degli incarichi di patrocinio nei documenti di programmazione; mancata adozione di norme regolamentari per disciplinare i patrocini legali; ricorso all’affidamento diretto; differenza tra il preventivo e la somma erogata.

Nel primo caso, analizzando i servizi legali attributi nel 2015, i magistrati della sezione di controllo per l’Emilia-Romagna fanno notare come l’inclusione degli incarichi di patrocinio che prevedibilmente sarebbero stati conferiti nell’anno di riferimento – «pur non rientrando nel contenuto necessario del Dup» –, risponda a un «criterio di buon andamento e di corretta gestione delle risorse pubbliche, anche in funzione di una stima appropriata delle coperture finanziarie».

Quanto alla questione regolamento, «il Comune di Imola non tratta degli incarichi di patrocinio legale nell’ambito della disciplina predisposta per l’affidamento di incarichi professionali esterni» e «non ha regolamentato in alcun modo l’affidamento di patrocini legali all’esterno», osserva la Corte dei conti. Peccato che «una normativa finalizzata a disciplinare la materia è in realtà funzionale – scrive magistratura contabile – ad un corretto ‘agere’ amministrativo da porsi anche a presidio di una attenta spendita delle risorse pubbliche».

C’è poi il nodo dell’affidamento diretto, cui l’amministrazione imolese fa ricorso, ma che «si pone in contrasto con la giurisprudenza consolidata di questa Corte – si legge ancora nella delibera –, che esclude la possibilità di effettuarne il relativo conferimento in via fiduciaria». La «mancanza di una procedura comparativa, infatti, viola – sempre secondo la magistratura contabile – i principi di imparzialità, pubblicità e concorrenza».

Infine, alla Corte dei conti non piacciono le differenze riscontrate tra i preventivi arrivati negli uffici di piazza Matteotti e le somme effettivamente erogate, a vicenda giudiziaria conclusa, dalle casse comunali. «La richiesta di pagamento finale differente e maggiore rispetto a quanto preventivato non è in assoluto da escludersi, per quanto debba essere puntualmente giustificata», mettono in guardia i magistrati contabili. In questa ottica, però, «prima di procedere al pagamento della parcella, l’ente ha il dovere di esaminare la documentazione relativa all’attività svolta». Il tutto, concludono dalla Corte dei conti, «per valutarne la congruità, in ragione dell’esigenza di garantire una ‘attenta e prudente gestione della spesa pubblica’». Alla luce di quanto fin qui descritto, la sezione di controllo per l’Emilia-Romagna «invita» il Comune «al rispetto della normativa e dei principi richiamati nell’affidamento di incarichi legali».