Imola, 8 novembre 2017 - Partiamo dalla fine: il documentario ‘Siamo tutti in transizione’ si chiude con una bambina che, in un parco giochi, esprime la sua opinione sulla scelta, da parte di alcune persone, di cambiare sesso. «Io penso che se un maschio vuole diventare una femmina, faccia pure con comodo. Perché è lui che sceglie – dice la voce dell’innocenza -. E se lui pensa che è meglio essere una femmina, lo faccia pure».

‘Siamo tutti in transizione’ è un documentario realizzato dagli studenti del corso Doc del Liceo delle scienze umane Laura Bassi di Bologna e dall’Associazione documentaristi Emilia Romagna, in collaborazione con il circolo arcigay Il Cassero e Mit (Movimento identità transessuale). Il tema affrontato, mediante alcune testimonianze dirette, è quello del transessualismo e del transgenderismo. E ieri mattina il corto è stato proiettato a Imola, nell’ambito di ‘Oltre la siepe’, annuale rassegna di eventi culturali organizzata da associazioni del territorio con la collaborazione dell’Ausl e il patrocinio del Comune, e che coinvolge le scuole superiori della città.

Nella cornice del Teatro Lolli, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico ‘Luigi Lolli’, il documentario è stato proiettato di fronte ad alcuni studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna e del Paolini Cassiano di Imola, istituto – l’unico sul Santerno - che ha aderito a questa particolare iniziativa del ricco calendario ‘Oltre la siepe’. E la cosa non è certo sfuggita a Ennio Sergio, referente delle iniziative. «Alcuni insegnanti non hanno ritenuto interessante essere qui stamattina (e mi ha stupito la loro assenza), mentre aderiscono ad altri appuntamenti della rassegna. È il caso, ad esempio, del liceo socio-psico-pedagogico». Poi non è mancata una stoccata a quelle forze politiche (Forza Italia e Popolo della Famiglia) che nei giorni scorsi si sono scagliate contro la proiezione del documentario: «Questa iniziativa ha scatenato alcune polemiche a Imola – ha dichiarato Sergio -. Ma voglio sottolineare che si tratta di un percorso che è stato condiviso dai professori. E ci sono degli insegnanti – è l’altra bordata - particolarmente sensibili e intelligenti».

In prima fila c’era l’assessore Elisabetta Marchetti secondo cui «l’importante è essere presenti a certe iniziative, senza paura di confrontarsi con idee diverse dalle proprie». Ma le scuole come scelgono gli appuntamenti a cui aderire? «Solitamente – spiega il referente -, all’inizio della rassegna vengono svolti degli incontri con gli insegnanti del liceo e del Cassiano, in quanto hanno indirizzi più vicini ai temi trattati. Poi la decisione sulle iniziative da seguire spetta ai professori che le propongono al consiglio di classe» per l’approvazione finale. Ieri ha preso la parola anche Rossella Valenti, docente di psicologia al Paolini Cassiano: «In classe trattiamo spesso queste tematiche – ha sottolineato -, e non ho avuto problemi a far passare questa iniziativa».