Imola, 15 marzo 2017 - «Uno su mille  ce la fa, ma quanto è dura la salita, in gioco c’è la vita». A casa Cenni, sulle colline tra Dozza e Castel San Pietro, martedì pomeriggio risuonavano le note dell’indimenticata canzone di Gianni Morandi. Prima di chiudere il feretro di Romano, la moglie Giuseppina e le tre figlie Elisabetta, Susanna e Micaela hanno scelto di ascoltare quel disco, ricco di metafore e di forti significati. Per dire che, per la famiglia, Cenni - storico fondatore del gruppo Mercatone Uno, scomparso lunedì all’età di 83 anni - è stato un «raro esempio di bontà d’animo semplice e di nobili sentimenti – ricordano i cari -. Dedicò la sua vita al lavoro e alla famiglia».

L’imprenditore, durante gli anni d’oro della società entrata nella storia del retail e delle catene del mobile a basso costo, dava lavoro a 6mila persone. E in parallelo portava avanti la sua grande passione coltivata fin da giovane: il ciclismo. Un amore, quello per il mondo a due ruote, che lo portò a fondare la Mercatone uno, sponsor di grandi campioni, tra cui Marco Pantani. E ieri pomeriggio, a dare l’ultimo saluto a Cenni c’erano proprio i genitori del Pirata, papà Paolo e mamma Tonina. Non è poi mancato Fausto Pezzi, figlio di Luciano (che fu la guida tecnica della Mercatone uno). Tra gli ex Mercatone, anche Michele Coppolillo e Davide Cassani, quest’ultimo ex allenatore della squadra. Poi ancora Roberto Conti, Marcello Siboni, gregario e amico di Pantani, e Davide Boifava, un passato da direttore sportivo alla Mercatone.

Tra i saluti ‘istituzionali’, invece, c’erano il sindaco di Imola, Daniele Manca, il primo di cittadino di Dozza, Luca Albertazzi, e il suo precedessore Antonio Borghi. E tanti, tantissimi amici. La chiesa parrocchiale di Toscanella (foto) non li ha potuti contenere tutti. Ma, prima di raggiungere la cappella, il feretro è stato portato a spalla fino in fondo al viale di casa Cenni. Dietro, un lungo corteo umano che poi si è ritrovato in chiesa, per l’omelia del sacerdote e amico don Natale Tomba, insieme con don Andrea Querzè e don Luigi Conti.

«L’idea di morire senza avere vissuto è qualcosa di insopportabile – ha recitato don Natale durante le esequie -. Ma Romano ha vissuto fino all’ultimo, con il desiderio di tirare fuori qualcosa di buono, come sposo, come papà, come nonno, come zio». «Era amico dei giovani, dello sport, delle cose semplici e belle». Mentre la figlia Susanna ha ringraziato «per questi 84 anni di vita di babbo». «Come figlia porto nel cuore molti valori. Dalla sua determinazione all’attenzione agli altri, dalla sua umiltà alla capacità di motivare tutti noi». E adesso, per Romano Cenni, ancora un ultimo rettilineo.

Romano Cenni con Marco Pantani (foto dell’archivio di famiglia)