Imola, 11 gennaio 2018 - Per mettere a segno i colpi, rubavano la stessa auto dal cortile di un palazzo alla periferia di Imola. Perché ormai sapevano che il proprietario, la sera, lasciava il veicolo aperto, con le chiavi e il telecomando del cancello automatico all’interno. Così, i malviventi prelevavano la macchina, commettevano i furti, prendendo di mira un distributore di benzina in via Montanara, e, prima che albeggiasse, riportavano l’auto al suo posto, curandosi di lasciare tutto come prima, persino il pieno nel serbatoio.

È una storia che sfiora l’incredibile, quella che ha portato due giorni fa all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Jacopo Sami Sagrini, 27enne residente a Imola, considerato dalla polizia il capo di un sodalizio criminale composto da almeno altri due complici, ancora da identificare. Secondo gli inquirenti, per ben cinque volte – tra aprile e agosto scorsi – il manipolo di delinquenti avrebbe messo in atto lo stesso schema, agendo indisturbato, anche perché il proprietario dell’auto non si sarebbe mai accorto delle sere in cui la macchina non era nel cortile di casa.

Cinque sono stati i furti commessi di notte alla medesima stazione di carburante sulla Montanara, per un totale di circa mille euro spariti dal registratore di cassa. Nessuna effrazione sarebbe stata commessa per entrare nell’ufficio del distributore, in quanto i malviventi avrebbero sottratto la chiave della porta al titolare dell’attività, probabilmente approfittando di un momento di distrazione. Secondo gli uomini del commissariato, Sagrini sarebbe a capo di una delle bande di topi d’appartamento più pericolose del territorio imolese e non solo. L’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, dovrà rispondere di furto aggravato con recidiva. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Francesca Zavaglia su richiesta del pm Flavio Lazzarini.

Ma inizialmente i sospetti dei poliziotti erano caduti sul legittimo proprietario dell’auto utilizzata per i colpi al distributore. Sospetti che, per un certo periodo di tempo, avevano addirittura portato a pedinare l’intestatario del mezzo. Fino all’identificazione del 27enne imolese, avvenuta lo scorso agosto, quando Sagrini, una mattina alle 5.30, si era recato al pronto soccorso di Imola per una ferita al piede, dicendo di essersi procurato mentre faceva la doccia. Il che ha insospettivo il personale del posto di polizia al Santa Maria della Scaletta. Proprio in quel lasso di tempo, infatti, era stato commesso un furto in un appartamento di Imola, durante il quale uno dei malviventi, ferendosi, aveva lasciato delle tracce ematiche.

A quel punto, le analisi di laboratorio della polizia scientifica hanno chiuso il cerchio, confermando che il sangue trovato nell’appartamento era di Sagrini. In seguito, grazie alle immagini delle telecamere del distributore di benzina, la polizia ha attribuito all’imolese anche la responsabilità dei furti al distributore. Ma le indagini proseguono in quanto la polizia ritiene che altri reati portino la firma degli stessi malviventi.