Imola, 6 luglio 2017– "Non so cosa dirle, non so cosa dirle. Mio figlio è mio figlio. Gli voglio bene, gli ho voluto bene. E basta". Già, basta. È un uomo distrutto dal dolore Marco Lucchinelli, la voce rotta dal pianto durante la breve telefonata col Carlino. Non c’è spazio per dire o aggiungere altro, se non un telegrafico «mi dispiace».

Due serafiche parole che racchiudono un dolore immenso, infinito per la prematura scomparsa del figlio Cristiano. Il giovane il 12 luglio avrebbe compiuto 37 anni. Un destino crudele l’ha strappato prima del tempo alla vita, ai genitori – papà Marco, ex campione mondiale di moto, e mamma Paola -, alla sorella, agli amici.

Marco Lucchinelli, il destino beffardo di 'Cavallo pazzo'

Un destino beffardo. Cristiano, pilota e istruttore, era infatti in sella alla sua MV Agusta la sera della sciagura: un violentissimo scontro con un Range Rover, avvenuto martedì a Poggio Piccolo, frazione di Castel Guelfo. Dopo l’impatto con il Suv, la moto e Lucchinelli junior sono finiti contro la recinzione, e il rispettivo basamento in cemento armato, di uno stabilimento industriale distante una decina di metri dal luogo della collisione.

Papà Marco non ha nemmeno la forza di parlare. Nel pomeriggio di ieri ha postato su Facebook una vecchia foto che lo ritrae, all’interno di un circuito, con un piccolo Cristiano. Un’immagine storica che li mostra entrambi sorridenti. E inconsapevoli di ciò che sarebbe successo anni dopo. Così la Lucchinelli Experience perde uno dei suoi massimi interpreti.

La realtà era nata nel 2014 per volere di Marco, Cristiano e di Fausto Ricci, pure lui ex pilota. Con un obiettivo: mettere a disposizione una struttura organizzata, trasmettendo ai partecipanti le tecniche di guida della moto e quel sentimento di passione di tutti coloro che vivono il mondo delle due ruote. Il tutto attraverso due filoni: da una parte i corsi specialistici per i piloti che vogliono migliorare la loro guida (senza mai smettere di ricercare nuovi talenti da inserire nel mondo professionistico), dall’altra i corsi sulla sicurezza stradale con tanto di lezioni in aula. Marco e Cristiano hanno creduto fortemente in questo progetto, al punto di dargli il loro nome.

Intanto ieri la notizia della perdita del 36enne ha bussato pure a casa Gresini. «Ci siamo rimasti malissimo – commenta Fausto, imolese due volte campione del mondo nella classe 125 cc e manager del Gresini Team –. Un ragazzo che muore in moto... Mi ha rattristato veramente tanto». Gresini parla da genitore: «Chi ha figli, e io ne ho quattro, sa come funziona. Il mio grande ha 22 anni, l’altro ne compirà 18 tra un mese e ha cominciato a correre in moto... Beh, la preoccupazione c’è. Ma questa è la vita».