Imola, 22 dicembre 2017 – L’influenza rischia di rovinare le feste degli imolesi. Infatti, secondo gli esperti, il picco dell’epidemia arriverà proprio tra Natale e Capodanno. Del resto, anche nel 2016 l’apice degli ammalati costretti a letto dai malesseri di stagione si registrò sul finire dell’anno, con una certa sorpresa tra gli operatori sanitari.

«È un fenomeno che non accadeva da anni. Di solito il picco dell’influenza era tra gennaio e febbraio – sottolinea Roberto Rangoni, responsabile Prevenzione malattie infettive dell’Ausl di Imola –. Invece, lo scorso anno giunse in anticipo». E anche stavolta «la curva epidemiologica sembra essere l’esatta fotografia di quella del 2016».

Quest’anno, lAusl sul Santerno inizialmente aveva acquisito 23mila dosi di vaccino antinfluenzale, ma è dovuta ricorrere a ulteriori rifornimenti, arrivando a quota 25mila vaccini. Ovvero: 2mila in più rispetto alle dosi iniziali. «Ci sono stati molti medici di medicina generale che eseguono i vaccini in ambulatorio – prosegue Rangoni –, e che hanno richiesto forniture aggiuntive. Venticinquemila dosi è un numero che non si vedeva da anni».

Tuttavia, «c’è ancora molta strada da fare se si vuole tornare alle coperture di una volta». L’Ausl di Imola ha registrato la copertura record a cavallo tra il 2006 e il 2007, con il 74 per cento degli ultra 65enni vaccinati. «Da allora, però, il dato è sempre diminuito – va avanti il medico –, fino ad arrivare a un calo importante tra il 2010 e il 2011». Lo scorso anno, la copertura degli over 65enni aveva sfiorato il 53 per cento (52,9 per cento), dato «ancora ben lontano – considera Rangoni – da quel 74 per cento di anni fa».

Così, per incentivare la vaccinazione antinfluenzale tra la popolazione più anziana, la campagna informativa dell’Ausl di Imola ha fatto tappa nei centri sociali in riva al Santerno. Fatto sta che i medici di base hanno registrato, tra i pazienti, una maggiore richiesta di vaccinarsi, anche se bisogna attendere ancora qualche settimana per avere un bilancio definitivo.

Ma la novità 2017 consiste nel lancio da parte della Regione della campagna di vaccinazione – anch’essa gratuita - contro lo pneumococco, rivolta a donne e uomini di 65 anni (classe 1952) per difenderli da un batterio che può provocare malattie gravi come polmoniti, meningiti, sepsi. Nel territorio dell’Azienda sanitaria, nel complesso sono 3mila i vaccini disponibili, in quanto oltre ai 65enni (1.300 circa) la Regione offre la copertura anche ai soggetti ad altro rischio. «Speriamo che nel tempo – chiosa Rangoni -, la vaccinazione contro lo pneumococco entri nella cultura delle persone».