Sesto Imolese, 15 giugno 2017 - La svastica e le altre scritte sono state cancellate: la lapide che ricorda, all’interno del parco pubblico di Sesto Imolese, il contributo della popolosa frazione durante la lotta di Liberazione da ieri mattina, è di nuovo pulita. Ma lo sfregio perpetrato da mano ignota, un gesto sul quale indagano adesso i carabinieri della compagnia locale, ha indignato la città. In primis Comune e Anpi; con i partigiani che domani sera, venerdì 16 giugno alle 19.30, deporranno un mazzo di fiori al monumento «come segno di affetto e riconoscenza».

Sì perché l’affronto, che ha fatto arrabbiare per primo il consigliere comunale di opposizione, Nicolas Vacchi, residente in zona, ha riguardato un luogo molto caro alla gente del posto. Quella lapide commemora infatti quanto accaduto il 14 settembre del 1944, durante la Seconda guerra mondiale. In quel giorno di quasi 73 anni fa il presidente del Comitato di liberazione nazionale di Imola, Ezio Serantoni, tenne un discorso alla popolazione; la manifestazione fu dispersa da tedeschi e fascisti con le armi: morì un partigiano, Enea Suzzi, e altri due restarono feriti.

«Di fronte a questo vandalismo che offende la memoria dei caduti della guerra di Liberazione a Sesto Imolese – commenta il vicesindaco Roberto Visani –, l’Amministrazione comunale esprime tutto il proprio sdegno, augurandosi che i colpevoli possano essere individuati e sanzionati così come prevede la legge». E ricordando come quest’anno, in occasione della Liberazione, il Comune abbia organizzato proprio a Sesto Imolese «una bella manifestazione che ha coinvolto tanti cittadini insieme agli studenti della scuola media», il vicesindaco sottolinea come «la cultura e l’educazione rappresentano l’investimento più importante per formare coscienze rispettose dei luoghi e delle persone che vivono le nostre comunità».

Anche l’Anpi locale, attraverso Ettore Bacchilega (responsabile Sesto Imolese) e Bruno Solaroli (Imola), esprime in una nota «sdegno e condanna» per l’accaduto. E fa sapere di considerare l’imbrattamento «un’offesa non solo ai partigiani e alla Resistenza, ma anche alla democrazia e alla convivenza sociale e libera. Ci auguriamo sia frutto, sempre sgradevole e inaccettabile, di una trasgressione occasionale – proseguono dall’Anpi –. Grave sarebbe se fosse opera di nostalgici e fanatici, storicamente ignoranti delle tragiche barbarie che il nazifascismo ha comportato, e che propongono oggi quel drammatico passato».

Nel frattempo, del caso si parlerà oggi anche in Consiglio comunale. Vacchi ha infatti chiesto e ottenuto di poter svolgere una comunicazione su quanto accaduto. «L’auspicio – segnala il civico – è che questo momento di denuncia consenta di prendere provvedimenti esemplari per risolvere la situazione di degrado nelle frazioni».