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Anche il gruppo Carraro al capezzale della Cnh

UNA NUOVA filiera industriale, specializzata nella produzione di veicoli elettrici e in grado, se il progetto decolla, di non far rimpiangere il vecchio movimento terra. La Regione spazza le nubi che...
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5309.jpg 2010-09-03
UNA NUOVA filiera industriale, specializzata nella produzione di veicoli elettrici e in grado, se il progetto decolla, di non far rimpiangere il vecchio movimento terra. La Regione spazza le nubi che si erano addensate negli ultimi giorni sul destino degli operai della Cnh finiti in cassaintegrazione dopo la decisione della Fiat di chiudere lo stabilimento imolese. E lo fa annunciando una lista di possibili partner interessati all’operazione: nomi già noti, come la Microvett, ma anche volti nuovi, come il gruppo Carraro, Beghelli e Magneti Marelli (che fa sempre capo al Lingotto). La novità è emersa ieri durante la presentazione del nuovo stabilimento che l’Elettronica Santerno, azienda del gruppo Carraro, ha preso in affitto a Castel Guelfo per far fronte alle crescenti richieste del mercato. Oltre 8 mila metri quadrati di spazio, un centinaio di dipendenti (il 40% neoassunti), un milione di euro di investimenti e le macchine per il collaudo dei prodotti — l’azienda realizza convertitori di corrente per gli impianti fotovoltaici — già sottopressione.

IL PROSSIMO incontro sulla Cnh si terrà in Regione il 15 settembre e il gruppo Carraro (un fatturato in crescita verso quota 600 milioni dopo gli anni della crisi) ha promesso di esserci. «Ci siamo resi disponibili a valutare il progetto e a prendere una decisione in futuro», spiega il presidente Enrico Carraro. Che striglia l’esecutivo Berlusconi per non aver ancora nominato il nuovo ministro dello Sviluppo economico (dopo le dimissioni di Claudio Scaloja). Nel frattempo, continua il pressing di viale Aldo Moro perché il Governo riconvochi il tavolo ministeriale sulla Cnh e perché la Fiat faccia il punto sul progetto di reindustrializzazione. «La Regione — ricorda l’assessore alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli — continua a sollecitare il tavolo. La Fiat si è presa l’impegno di presentare delle vere soluzioni industriali e il Ministero del Lavoro si è reso disponibile a mettere in questo progetto le risorse della ricerca». Tra i presenti alla conferenza stampa anche il sindaco Daniele Manca, che dal gruppo di Torino si aspetta collaborazione almeno per la «cessione dello stabilimento» e, intanto, incassa le rassicurazioni del gruppo Carraro, che sta cercando spazi più ampi di quelli di via Selice (l’ex Cognetex) dove traslocare l’Elettronica Santerno. «Sede e cervello resteranno ad Imola», promette il presidente.
n. c.

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