SANITÀ IL TRASLOCO DI MEDICINA DA CASTELLO A IMOLA La protesta dei medici: «Non abbiamo personale» Il nodo delle guardie, lAusl: «Emergenze garantite»
di LIDIA GOLINELLI
TORNA allospedale di Imola il reparto di Medicina che a fine 2006 era stato trasferito a Castel San Pietro per consentire i lavori di ristrutturazione al Santa Maria della...
TORNA allospedale di Imola il reparto di Medicina che a fine 2006 era stato trasferito a Castel San Pietro per consentire i lavori di ristrutturazione al Santa Maria della...

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2010-09-03di LIDIA GOLINELLI
TORNA allospedale di Imola il reparto di Medicina che a fine 2006 era stato trasferito a Castel San Pietro per consentire i lavori di ristrutturazione al Santa Maria della Scaletta, ma il ritorno in patria (confermata la data del 6 settembre) avviene con il no dei medici. Che concordano sullopportunità di accorpare i reparti in un ospedale dotato di tutti i servizi a garanzia dei pazienti, ma contestano lorganizzazione che sconta la carenza di personale e incrocia vecchi nodi.
«NON AVALLIAMO unorganizzazione penalizzante per i cittadini e i lavoratori», insiste Giovanni Mascolo di Cgil Medici dopo un incontro con la direzione dellAusl a cui, in rappresentanza dei camici bianchi, ha partecipato anche lAnaao. E giù con i rilievi. Intanto la geografia che mischia reparti medici e chirurgici: lunedì i 19 letti della risorta Medicina vengono attivati al quinto piano dove però è collocata temporaneamente anche lUrologia, sfrattata dal quarto dove lennesimo cantiere per la ristrutturazione partirà in ottobre. E poi (ma è il punto di fuoco) lorganico da lacrime e sangue che passa un solo medico destinato alla guardia notturna. «Chiediamo da tempo una doppia guardia ricorda Mascolo , ma la direzione risponde con la carenza di risorse. Nelle dodici ore notturne è in servizio un solo medico per 140-150 pazienti distribuiti su tre piani (terzo, quinto, sesto); un medico internista che però interviene non solo per i 140-150 pazienti dei reparti medici (Medicina, Geriatria, Lungodegenza) ma anche, se necessario, per quelli ricoverati nelle unità chirurgiche. In queste condizioni è probabile che scattino più urgenze contemporaneamente».
Il trasferimento della Medicina è però solo la goccia che fa traboccare il vaso. Questa organizzazione in economia è datata e non hanno dubbi i medici il ritorno della Medicina dal Sillaro può solo peggiorarla. «Laumento dei pazienti in carico al solo medico di guardia notturna aggrava il problema osserva Mascolo . Per essere efficace e di qualità, la nuova organizzazione deve partire con il personale adeguato; se le risorse non sono congrue, è necessario stilare una scala di priorità e non avere remore a dichiararlo pubblicamente». I medici restano in attesa. Se poi lattesa sarà vana, la Cgil non esclude il coinvolgimento delle istituzioni a iniziare dal consiglio comunale.
MA LAUSL tiene duro. Sul nodo guardia notturna la pensa allopposto dei medici: «Nei reparti medici e chirurgici sono presenti persone ricoverate nel corso del giorno e quindi già clinicamente valutate, per cui la presenza di un medico di guardia garantisce in sicurezza la continuità assistenziale». Le emergenze sono invece garantite dal Dea attraverso lOsservazione breve intensiva e la Medicina di urgenza. Questi servizi aggiunge lAusl «garantiscono anche nelle ore notturne laccoglienza dei pazienti che necessitano di unosservazione o di un ricovero urgente; mentre la Semi-intensiva accoglie i pazienti non ancora completamente stabilizzati, ad esempio a seguito di un intervento chirurgico».










