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Una firma per l’integrazione

LA COMUNITÀ islamica lughese ha fatto un importante passo in avanti verso l’integrazione: ieri mattina, nella sala consiliare della Rocca, il nigeriano Kareem Oshoala, responsabile della co...
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LA COMUNITÀ islamica lughese ha fatto un importante passo in avanti verso l’integrazione: ieri mattina, nella sala consiliare della Rocca, il nigeriano Kareem Oshoala, responsabile della comunità islamica, ha firmato la Carta dei Valori, strumento istituito nel 2007 dal Ministero dell’Interno per sancire la parità di diritti e doveri tra i popoli immigrati e la comunità italiana. Una firma importante, attesa da tempo dall’amministrazione comunale: l’adesione alla Carta dei Valori era infatti il ‘tassello mancante’ che finora impediva una piena apertura di Lugo alle esigenze della comunità islamica. A partire dal luogo di culto: tempo fa il sindaco Raffaele Cortesi aveva dichiarato l’impossibilità di prendere in considerazione l’eventualità di una moschea a Lugo proprio perchè la comunità islamica non aveva ancora firmato la Carta.
Quindi ora, come confermato dal sindaco, cade l’ultima barriera verso l’eventuale creazione di un luogo di culto islamico. «Non è una prospettiva immediata — ha detto Cortesi — in quanto bisogna tener conto anche delle regole urbanistiche, ma è vero che con questa firma Lugo apre le porte alla comunità islamica, quindi ci sono nuove prospettive in tal senso». Parole salutate ieri con un forte applauso dalla delegazione islamica, nelle cui file c’erano numerose donne. Alla firma era presente l’assessore all’immigrazione Ombretta Toschi, che ha guidato il percorso verso l’adesione alla Carta da parte della comunità islamica. «Sono molto soddisfatta — ha sottolineato — i problemi sono stati affrontati in modo consapevole. Ora si apre una nuova parte di questo percorso, basato sulla consapevolezza che ognuno proviene dalla propria terra ma deve occuparsi anche del luogo in cui vive». Erano presenti anche rappresentanti del mondo cattolico: don Gabriele Bordini vicario del Vescovo di Imola e don Gigino Savorani, parroco di Brozzi e dunque ‘vicino di casa’ della comunità islamica, che ha sede in via Mazzini. Don Gigino ha invitato Oshoala «ad accrescere i rapporti e gli scambi tra la parrocchia e la sede islamica, a cui già da tempo ho messo a disposizione alcuni posti auto vicino la chiesa». Rapporti dunque sempre più stretti tra la comunità lughese e quella islamica, che, ha sottolineato il sindaco, «a Lugo conta un migliaio di appartenenti, numero che cresce notevolmente se rapportato alla Bassa Romagna. Questo è un giorno storico per Lugo, perché ora condividiamo uno strumento finalizzato alla pace e al riconoscimento dei reciproci diritti e doveri». Oshoala ha sottolineato «il profondo amore e rispetto degli islamici lughesi verso questa città, la piena apertura al dialogo e la garanzia del rispetto della legge».
Lorenza Montanari

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