Imola, 16 luglio 2017 - Scuola materna, elementare, media e liceo. Riccardo Clemente e Linda Nanni sono compagni di classe dal primo giorno di scuola. Ora sono finalmente diplomati, entrambi al liceo classico Rambaldi, entrambi con la lode.

«Pensavo che avrei vissuto il periodo della maturità con molta più ansia», racconta Linda, «Invece sono rimasta sorpresa da me stessa: ho affrontato le prove molto serenamente, e ho gustato gli ultimi momenti insieme ai miei compagni e ai professori». Soddisfazione per le prove scritte e un po’ più di ansia per l’orale, ultimo passo prima del diploma, che Linda ha sostenuto lo scorso 5 luglio. «Fra le tracce del tema ho scelto l’analisi del testo e per la versione di latino siamo stati fortunati: Seneca è un autore che abbiamo approfondito molto e la versione è stata relativamente semplice», continua Linda. «Le tracce dei temi erano ricche di molti spunti», aggiunge Riccardo Clemente, anche lui diplomato con lode al classico: «Ho scelto di parlare di innovazione e nuove tecnologie, collegandomi alla mia tesina, che trattava in maniera critica della necessaria bontà dell’innovazione». Una riflessione sulla capacità dell’innovazione di rispondere ad esigenze reali: «Con l’uso di esempi pratici esistenti, ho cercato di dimostrare quanto sia fondamentale che la scienza sappia rispondere ad esigenze concrete dell’uomo e possa essere il mezzo giusto per ottenere risultati positivi».

Per la seconda prova Riccardo avrebbe preferito cimentarsi in una versione di greco, ma Seneca è un autore che gli piace molto, anche se «impegnativo nella scelta del lessico appropriato». Una maturità ricca di spunti e collegamenti quella di Riccardo, che anche nelle risposte alle domande di filosofia, ha cercato di cogliere e spiegare la connessione profonda fra gli eventi che hanno influito in maniera decisiva sui pensieri filosofici del XIX e XX secolo.

Per il prossimo anno scolastico, le due ‘lodi’ del Rambaldi hanno le idee chiare: «Proverò il test di medicina a Bologna, anche quello del corso in inglese, attivo da quest’anno e che ha solo 50 posti disponibili», racconta Linda, «Proverò anche a Modena, Ferrara e Padova. So che non sarà facile, ma se non riuscirò a passare farò biologia e riproverò il prossimo anno». Riccardo stava per iscriversi a matematica, ma ha capito che «Per quanto abbiamo bisogno dei numeri, anche le lettere ci servono. Farò lettere classiche perché penso che conoscere il passato e portarlo nel presente, possa aiutare ad educare le persone e a trasmettere consapevolezza del mondo in cui viviamo». Sogna di scrivere qualcosa di suo, ma sempre con i piedi per terra: «Partirò dallo studio e, chi lo sa, magari come Leopardi passerò ‘dall’erudizione al bello’».