Imola, 3 febbraio 2017 - Il Tribunale del Riesame di Bologna ha confermato i sequestri scattati nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta della Guardia di Finanza e della Procura di Bologna sulla Mercatone Uno. I giudici del Riesame hanno rigettato i ricorsi delle difese durante l'udienza che si è tenuta ieri. Le ragioni dell'accusa sono state sostenute in aula dal pm Michele Martorelli, titolare del fascicolo.

Il 19 gennaio le Fiamme Gialle avevano eseguito perquisizioni nei confronti di dieci indagati, tutti ex soci e amministratori del gruppo tra cui il patron della Mercatone Uno e alcuni suoi famigliari. L'accusa per Romano Cenni, 83 anni, fondatore dell'azienda imolese, la moglie Giuseppina Bosi, 81, le tre figlie Susanna, Elisabetta e Micaela, lo storico socio Luigi Valentini, 80, e altre quattro persone, è tra l'altro di aver 'spogliato' il patrimonio della società per un totale di 300 milioni. 

Le somme, distratte dal 2005 al 2013, secondo l'accusa sarebbero state fatte convergere in una società, la Cve srl, creata ad hoc. Per questo il gip ha disposto il sequestro preventivo delle quote della Cve srl in cui sono, secondo il quadro accusatorio, illecitamente confluiti i numerosi immobili (presenti su tutto il territorio nazionale e del valore di 170 milioni di euro) di cui il Gruppo era in possesso e dove ancora vengono esercitate le attività commerciali.