Imola, 8 febbraio 2018 - "Tigri sulle ruote". È questa la traduzione letterale di "Tigers on wheels", nome del progetto che l’associazione sportiva "Tiger’s Den Krav Maga" di Imola porta nella palestra di Montecatone. Qui, il maestro Maicol Grillini, istruttore Csen di krav maga, ogni settimana insegna l’antica arte marziale, con esercizi di autodifesa, ai diversamente abili dell’ospedale di riabilitazione.

I corsi, iniziati a novembre 2017, proseguiranno per tutto il 2018. Ma è grazie a un ex paziente di Montecatone, Alex Labindi, che l’associazione sportiva ha fatto il suo ingresso nell’istituto, fiore all’occhiello in tutto il territorio nazionale. «Un giorno Alex è venuto nella nostra scuola per iniziare un ciclo di lezioni – racconta Grillini –. Così, abbiamo adattato il nostro programma alla sua situazione particolare».

A quel punto Labindi ha fatto conoscere l’associazione a Montecatone, dove, con la riorganizzazione delle attività riabilitative, estese anche al sabato, è stato deciso di attivare una nuova proposta di attività di gruppo quale l’autodifesa. Si tratta di una terapia occupazionale, processo riabilitativo che promuove la salute e il benessere utilizzando l’occupazione.

"Insegniamo una serie di attività diverse dalla tradizionale fisioterapia – prosegue l’istruttore –. Sono adattamenti muscolari mediante esercizi degli arti superiori che aumentano la stabilità del tronco, che solitamente viene persa a causa della paralisi. Il tutto senza fare pensare alla condizione di disabilità".

Grazie a questi esercizi, va avanti il maestro, "i ragazzi imparano anche come comportarsi in una situazione affollata, come una piazza o una discoteca". Labindi non ha alcun dubbio sull’utilità del corso: "Se capita che qualcuno blocca un braccio a un disabile, ciò significa limitare la maggior parte del movimento della persona sulla sedia – spiega -. Per cui conoscere le prese, la liberazione dalle prese, le parate, i colpi sono cose molto importanti".

Durante le lezioni con la ‘Tiger’s Den Krav Maga’,"mi sono avvicinato alle tecniche di autodifesa, ma soprattutto ho imparato a essere cosciente dell’ambiente in cui mi trovo. Per esempio, se sono a una festa con migliaia di persone, mai mettersi al centro e stare in una posizione con almeno una via di fuga. Questo è molto importante – conclude - perché bastano poche persone per ritrovarsi schiacciati dalla folla".

Roberta Vannini, coordinatrice di terapia occupazionale e day hospital a Montecatone, fa sapere che al momento «l’attività è indirizzata a persone con paraplegia; non esistendo manuali o norme studiate per disabili, gli istruttori, in base all’esperienza avuta con Alex, hanno adattato le mosse per i normodotati alle persone con disabilità. Gli utenti che partecipano all’attività l’hanno trovata molto utile, sia da un punto di vista fisico che psicologico, dato che l’essere facilmente vittima di soggetti malintenzionati è un aspetto ancor più sentito nel momento in cui si diventa disabili».