Imola, 17 marzo 2017–È Alessandro Lipperini l’uomo scelto dalla Questura di Bologna per guidare ad interim il commissariato di Imola. Dal 1° marzo il dirigente Sergio Culiersi è in pensione, e come anticipato dal Carlino nelle scorse settimane, è stato il vice questore Luca Cinti (numero due di Culiersi) a prendere le redini della caserma Taddeo della Volpe in attesa di una decisione del questore, che si è orientata su Lipperini. Ma come detto, si tratta di un incarico ad interim. Il che significa che si attende comunque dal ministero dell’Interno l’assegnazione di un dirigente in pianta stabile.

Classe 1962 e bolognese d’origine, Lipperini dirige anche il commissariato Due Torri di San Francesco di Bologna. Fa il suo ingresso nella polizia di Stato nel 1987 come agente. Due anni dopo vince un concorso come funzionario, e nel 1990 entra nel Reparto mobile della polizia di Bologna, dove rimane fino al 1997. In seguito il trasferimento in Questura, poi la nomina come vicecapo gabinetto fino al 2010. Da quel momento, si apre una parentesi di cinque anni nella polizia amministrativa. Fino al 2015, quando Lipperini viene messo al timone del commissariato Due Torri. Tra i servizi di ordine pubblico, il G8 del 2001 e del 2009 e il Social Forum a Firenze del 2002.

Fino a quando resterà sotto l’Orologio? «Non è possibile saperlo – dichiara nel corso dell’incontro con i giornalisti –, per questo mi dividerò, a seconda delle esigenze, tra Bologna e Imola». Ma della città sul Santerno, non conosce molto. «In passato mi è capitato di effettuare alcuni servizi di ordine pubblico a Imola, per cui conosco il personale. Inoltre, essendo quello imolese un commissariato distaccato, ha più uffici del commissariato Due Torri di Bologna (numericamente inferiore rispetto alla Taddeo della Volpe, ndr), come l’ufficio immigrazioni e il settore della Digos».

E sulla ormai nota carenza di organico (oggi ci sono 61 unità, di cui una prossima alla pensione), denunciata anche di recente dal Sap regionale, Lipperini resta molto abbottonato. «Non ci ho ancora guardato – dice -. In ogni caso, non è tanto una questione numerica, perché certi uffici possono assorbire più di altri. Il personale delle volanti è in genere più giovane come anni di servizio e soffre di più l’improvvisa mancanza, per motivi vari, di una persona. Ecco quindi che ci può essere un momento in cui si fa fatica ad avere una volante sul turno». Resta però il fatto che «da tempo ormai ci sono pochi concorsi, mentre ogni anno delle unità vanno in pensione. Cercherò quindi di rendere al Questore una fotografia il più realistica possibile della situazione imolese».