Imola, 12 ottobre 2017 - Se ne parla da quasi due anni, ma i vari progetti non sono mai decollati. Ora però il Comune, dopo essersi fatto bruciare sul tempo dalla deputata ex M5s Mara Mucci, che a metà luglio aveva annunciato la volontà dell’amministrazione di procedere con decisione in tal senso, sembra essersi definitivamente convinto a utilizzare i richiedenti asilo – a titolo di volontariato – nei lavori socialmente utili. La Giunta, dopo mesi di studio, ha infatti dato il proprio via libera a due diverse convenzioni che comprendono chiaramente anche i gestori dei centri di accoglienza: una con i centri sociali imolesi e l’altra con la società in house Area Blu, responsabile della manutenzione degli immobili di proprietà del Comune.

Quest'ultima intesa, in particolare, appare decisamente più concreta. E prevede il coinvolgimento di migranti ospitati nelle strutture pubbliche cittadine gestite dalle coop Solco e Camelot nella manutenzione di aree verdi, edifici e aree cimiteriali comunali. Si parte con la riverniciatura a mano di recinzioni metalliche di tre plessi scolastici: Fontanelle, Pulicari e Sesto Imolese. Attività «prettamente manuali, facilmente eseguibili da squadre di 3-5 persone previo minima attività formativa e dotazione di attrezzature basiche, con la supervisione e il coordinamento di un caposquadra con competenze professionali», recita l’accordo.

I lavori dureranno tra le 10 e le 12 settimane e, secondo i piani dell’amministrazione, si concluderanno prima dell’inizio dell’inverno. Visto che la manodopera è gratuita, da pagare restano solo attrezzature e materiali vari (dalle mascherine alla vernice passando per i teli protettivi) per un totale di 13.700 euro. Quanto alla convenzione con i centri sociali, in vigore fino alla fine del 2018, si parla invece di «realizzazione di un progetto di inserimento sociale attraverso attività di volontariato svolta in ambiti di utilità sociale/culturale e di pubblico interesse».

La cornice in cui si colloca l’iniziativa del Comune di Imola è quella del protocollo rinnovato a Bologna nella sede della Prefettura, che ne è una delle istituzioni firmatarie, tra Regione, Forum del Terzo settore, sindacati, Cooperative sociali e Anci. L’intesa prevede appunto che i richiedenti asilo possano svolgere lavori di manutenzione degli edifici pubblici e delle scuole, pulire piazze, strade e giardini, dare una mano nell’assistenza di anziani e disabili. Il precedente accordo, sottoscritto nel 2015, a livello regionale ha permesso di impiegare in attività di volontariato oltre mille persone in più di 1.500 interventi.

Già sulle barricate Marco Casalini e Simone Carapia che dopo l’ennesimo episodio di rissa tra extracomunitari richiamano l’amministarzione a una maggiore attenzione alla sicurezza e alla vivibilità cittadina. «Invece di pensare a come spendere ulteriori soldi pubblici per impiegarli in qualche lavoretto ‘mordi e fuggi’».