Imola, 12 gennaio 2017 - Nel giorno in cui un tribunale congela la sopraelevazione della discarica, un altro rialza il livello dei decibel in autodromo. Accogliendo il ricorso di Comune e Formula Imola, il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato il verdetto emesso il 21 dicembre 2016 dal Tar dell’Emilia-Romagna sul ‘Piano di classificazione acustica’ voluto nel 2015 dalla Giunta, approvato dal Consiglio comunale, ma impugnato da Legambiente e da un folto gruppo di residenti (usciti vincitori dal pronunciamento di un anno fa). In particolare, il primo ricorso riguardava lo spostamento del parco delle Acque minerali dalla classe I (zona a maggiore tutela) alla IV (area di intensa attività umana).

Attraverso la modifica di due anni e rotti fa, nel polmone verde della città il limite dei decibel consentiti è salito infatti da 50 a 65. Contestualmente, il circuito è passato dalla classe IV alla V, quella riservata solitamente a insediamenti di tipo industriale (tetto di 70 decibel), mentre le aree interne al sedime dell’Enzo e Dino Ferrari si sono ritrovate in IV classe anziché nella III prevista dal Psc del 2013. Secondo i giudici amministrativi di secondo grado, però, «l’assetto acustico che il Comune di Imola ha ritenuto di dare al proprio territorio», attraverso la nuova zonizzazione del 2015, «non palesa eclatanti distorsioni logiche». E questo «anche nell’imprescindibile considerazione dell’uso, risalente nel tempo, che viene fatto dell’autodromo come sede di manifestazioni motoristiche d’interesse anche mondiale».

A detta del Consiglio di Stato, sarebbe infatti «illogico pretendere di valorizzare, a fondamento di una più favorevole classificazione acustica, la sporadica edificazione presente ‘in situ’ e, più in generale, i tratti quasi agresti del contesto e contestualmente trascurare il fatto che l’area è interamente circondata da una pista destinata a competizioni motoristiche professionistiche di rilievo internazionale». Quanto alle Acque, «la naturale destinazione ricreativa del Parco, come resa evidente dall’attuale assetto, è declinata a vantaggio di attività che non richiedono, quale condizione costitutiva, la quiete ambientale», scrivono nella sentenza i giudici amministrativi, citando in tal senso la presenza dello stadio, del circolo del tennis e del bar-discoteca.

«Sono state confermate le buone intenzioni di Formula Imola e dell’amministrazione nel rendere compatibili le attività dell’autodromo con quelle, di carattere generale, della città», è il laconico commento di Giuseppe Girani, avvocato difensore della società che gestisce l’attività sportiva del circuito, vero vincitore di questa battaglia. «E’ un grande risultato che conferma la correttezza dei nostri strumenti urbanistici e il prezioso lavoro svolto assieme ad Arpa e Ausl – esultano invece dalla Giunta gli assessori Davide Tronconi (Ambiente) e Annalia Guglielmi (Autodromo) –. La vittoria al Consiglio di Stato ci dà ancora più forza nel nuovo percorso intrapreso nel rapporto fra autodromo e città».