Imola, 7 agosto - L’estate è al massimo della sua espressione, l’esplosione delle temperature nei giorni passati lo dimostra. I saldi di fine stagione, cominciati più di un mese fa e che molti preferiscono chiamare ‘di inizio stagione’, sono ormai agli sgoccioli.

«L’andamento delle vendite nei mesi che precedono e seguono i saldi è pressoché ‘ingessato’», spiega Gianluca Alpi, titolare del negozio di abbigliamento Luca’s. «Con l’avvio dei saldi si iniziano a muovere le cose, ma noi commercianti non facciamo certo i salti di gioia». Fra i negozianti del centro storico imolese, c’è chi afferma di aver notato qualche miglioramento, ma non lo vuole gridare a voce troppo alta e chi non ha percepito alcun cambiamento rispetto alle annate precedenti, come Debora Maretti del negozio di intimo Michela.

C’è entusiasmo, invece, nelle parole di Alessandra Rivola, del negozio di abbigliamento Fabbri: «Il periodo dei saldi è andato molto bene e ho notato un incremento degli acquisti rispetto allo scorso anno. Ora la merce è ancora tutta in sconto, ma la chiusura estiva è alle porte e in negozio riaprirà a fine agosto con le proposte della nuova collezione». Anche per Dixie, negozio di abbigliamento in via Emilia, la chiusura estiva si avvicina: «Saremo in ferie fino al 20 agosto, per noi il periodo dei saldi è in dirittura d’arrivo», racconta Chiara Cappetta. «Una partenza molto positiva come al solito quella dei saldi, seguita da un fisiologico calo degli acquisti». Si aggiunge il clima torrido dell’ultimo periodo, che penalizza le vendite di un certo tipo: «Con queste altissime temperature – continua Chiara – i capi meno richiesti sono sicuramente quelli più pesanti, di inizio stagione: il caldo fa passare anche la voglia di provarli».

E se la lungimiranza negli acquisti è sempre meno accentuata nel pubblico adulto, non potrà certo esserci nella scelta dell’abbigliamento per bambini: «Le tipologie di capi venduti sono sempre più in relazione alle temperature», racconta Matteo Gabusi di Joseph bimbi. «L’inizio dei saldi è stato come quello degli anni passati e ormai gli acquisti in questo periodo sono consolidati nelle abitudini della clientela, che non ha problemi ad aspettare. Come commerciante non mi lamento per l’andamento delle vendite –, continua –, ma riconosco che con la globalizzazione e la diffusione delle potenze e-commerce, noi negozianti dei centri storici dobbiamo adeguarci e offrire un servizio diverso, capace di garantire qualcosa in più ai clienti».