Imola, 2 ottobre 2017 - Sono trascorse circa due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, ma negli istituti superiori imolesi ci sono ancora cattedre vacanti. «Nonostante l’immissione a ruolo di un numero elevatissimo di insegnanti, la percentuale di supplenze annuali è ancora troppo elevata e al liceo stiamo ancora provvedendo alla copertura di alcune cattedre», spiega Lamberto Montanari, dirigente scolastico del polo liceale imolese, che comprende cinque indirizzi e quest’anno conta 60 classi.

«Non sono state rispettate le norme di legge che prevedono l’obbligo per l’insegnante di ruolo, di rimanere per almeno tre anni nella stessa scuola – spiega Montanari – e questo ha fatto sì che al 15 settembre fossero ancora molti i posti vacanti. Le supplenze annuali di 11 insegnanti e 4 docenti abilitati a coprire gli spezzoni di alcune ore, sono state assegnate solo a conclusione della prima settima di scuola, mentre nel corso di quella appena passata, 6 cattedre risultavano vuote».

Le materie ‘mancanti’ sono varie: matematica e fisica, storia e filosofia, scienze umane e anche francese, ma il preside assicura che «entro qualche giorno l’organico sarà al completo». Ancora ‘in alto mare’ la situazione dell’Istituto superiore che comprende il tecnico Paolini e il professionale Cassiano: «Ogni giorno vengono fatte chiamate per le supplenze annuali e le situazione può variare continuamente, ma martedì 26 settembre erano ancora 12/13 i posti da coprire», spiega il dirigente scolastico Enrico Michelini, che precisa come, al giorno della prima campanella, fossero ancora 20 le cattedre vuote nella sua scuola. «Possiamo dire di aver notato un leggerissimo miglioramento rispetto alle annate passate, ma la situazione che ci era stata prospettata a seguito dell’immissione a ruolo di 130mila insegnanti in tutta Italia, non si è verificata. Dovremmo far fronte alle cattedre vuote entro pochi giorni».

L’istituto superiore Alberghetti è riuscito a trovare tutti gli insegnanti laureati per le ultime cattedre vacanti entro sabato 23 settembre, ma «restano da ricoprire alcuni ruoli di docenti con competenze teorico-pratiche, che si occupano dei laboratori e fungono da collegamento tra l’insegnamento teorico di una disciplina e l’applicazione pratica dei concetti illustrati, lavorando in compresenza con un professore», spiega la preside Vanna Maria Monducci.

Stessa situazione allo Scarabelli-Ghini. La legge 107 del 2015, la cosiddetta ‘Buona scuola’ (dopo la cui approvazione sono partiti nuovi concorsi per l’immissione in ruolo degli insegnanti) è «spesso al centro delle critiche, ma è anche frutto di uno sforzo del Governo – aggiunge Montanari –. Prevede, infatti, un potenziamento del numero di insegnanti e una maggiore disponibilità dell’organico all’interno della scuola. Altro elemento che non sottovaluterei, è il bonus di 500 euro assegnato a ogni docente, spendibile per svariati strumenti di formazione».