Imola, 11 agosto 2017 - Foglie degli alberi bruciate dal caldo, fiumi e torrenti secchi, fauna selvatica che ha sete. Per gli animali i volontari dell’Enduro Motor Valley hanno predisposto numerosi abbeveratoi tra i boschi della Vallata del Santerno. È questa, in sostanza, la situazione che si sono trovati di fronte, nei giorni scorsi, gli enduristi.

Passati i terribili giorni con oltre 40° di temperatura, i danni ai boschi sono evidenti: «Nei versanti esposti al caldo vento da sud, perfino le querce si sono ritrovate con le foglie bruciate – spiega Matteo Papa, veterinario del Nucleo ambientale di Enduro Motor Valley –. Le radici non trovano più acqua nel sottosuolo, le foglie sono arrostite dal caldo, per le piante è una sofferenza che può essere fatale. Ma solo la prossima primavera capiremo se avranno la forza di ripartire».

Ma se i boschi patiscono, il fiume non gode. Maria Cristina Martelli, del Ristorante ‘Da Brega’, situato sulla riva sinistra del Santerno a Fontanelice, afferma: «Qui di fronte a noi, il livello dell’acqua rimane stabile grazie alla diga più a valle, ma a monte, verso la Riva dei Cavalli, scorre un rivolo d’acqua appena».

Corrado Collina, endurista di Fontanelice, parla di una vera e propria «situazione estrema». «Frequento i nostri boschi da tempo – dichiara -, ed il fiume da quasi 50 anni, ma non ricordo di aver mai visto una cosa simile. Con i volontari di Enduro Motor Valley, stiamo facendo il possibile, abbiamo portato nei giorni scorsi più di dieci quintali d’acqua per irrigare il bosco che mettemmo a dimora nel 2012, inoltre abbiamo predisposto numerosi abbeveratoi per la fauna selvatica, ma è una piccola cosa rispetto alla sofferenza di tutte le nostre colline».

A supporto dei volontari è intervenuto anche il sindaco di Fontanelice, Athos Ponti, che, mentre piazza un abbeveratoio assieme ad Andrea e Martina Poluzzi, venuti da Castel Maggiore, segnala: «In una situazione limite come quella attuale, l’unica sicurezza sono le nostre riserve di acqua potabile, per le quali non c’è alcuna preoccupazione. Chiaro che ognuno di noi deve evitare sprechi di questo bene che sta diventando sempre più prezioso. Tutti noi ci auguriamo quindi di veder piovere quanto prima per riequilibrare le falde e le riserve d’acqua». La pioggia è caduta proprio ieri pomeriggio in varie zone dell’imolese e della Valle del Santerno. Ma è ovvio che non basta.