Imola, 14 dicembre 2017 - La diffida ad avvicinarsi a quel condominio è servita a poco. Perché lei l’ha violata, più volte, continuando a tormentare i suoi - ormai ex - vicini di casa. Fino a ieri, quando nei confronti della stalker condominiale, un’imolese di 52 anni, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. L’incubo per gli inquilini della palazzina è cominciato nel lontano 2013. La donna, che abitava nell’edificio, ha iniziato ad avere atteggiamenti vessatori e persecutori nei confronti dei condomini dello stabile imolese. Sono diversi gli episodi che l’hanno vista in azione procurando danni alle auto dei vicini e spingendosi addirittura a cospargere l’atrio del palazzo con del liquido infiammabile. Fortunatamente, in quell’occasione, non ci furono gravi conseguenze, ma poteva essere una tragedia. Sono invece riusciti i tentativi di far ruzzolare i vicini dalle scale, spargendo olio sopra vari gradini e provocando il ferimento di un paio di persone. Ma c’è di più. In seguito, la donna, non ancora soddisfatta, ha preso di mira sei inquilini, danneggiando pesantemente le loro vetture e, in un caso, tentando di incendiare l’auto di due persone. Per non parlare di tutte le volte in cui ha riempito con la colla le serrature dei portoni dei garage condominiali.

Insomma, la signora ha costretto a vivere nel terrore, e per anni, i suoi vicini di casa. Perché gli atti vandalici potevano sfociare in vere e proprie tragedie. Fatto sta che nell’ultimo lustro, la stalker è stata denunciata una decina di volte al commissariato di polizia di via Mazzini. Ma, imperterrita, ha continuato a tormentare gli inquilini. Finché, questi ultimi, presi dalla disperazione, hanno deciso di installare alcune telecamere di videosorveglianza, per inchiodarla. Nel frattempo, la polizia, che aveva avviato un’accurata attività investigativa, ha richiesto in modo progressivo all’autorità giudiziaria l’emissione di varie misure cautelari, tra cui il divieto di avvicinamento al condominio. Ma la donna, nonostante fosse andata ad abitare altrove, non ha mai lasciato in pace quella palazzina. Finché ieri il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare agli arresti domiciliari (ora la 52enne si trova in una casa di cura a Imola), a fronte della pericolosità sociale del soggetto e della volontà di reiterare le azioni delittuose nei confronti delle vittime.