Imola, 7 novembre 2017 - Dalla stazione ferroviaria alle frazioni, passando per la zona industriale e arrivando fino alla Montanara. Le annunciate telecamere per la lettura delle targhe volute dal Comune spunteranno un po’ in tutta la città. Come noto, gli occhi elettronici saranno 14. Costati 130mila euro, rileveranno il passaggio di ogni veicolo e immagazzineranno il dato. Se invece è presente la pattuglia della Polizia municipale, e solo in questo caso, verranno attivati i controlli di mancanza della revisione e della assicurazione per la verbalizzazione. La manutenzione sarà in carico alla ditta che vincerà la gara d’appalto per 24 mesi.

Questo l’elenco completo dei punti in cui verranno installati i dispositivi, un progetto parallelo rispetto a quello dei sei nuovi sistemi di rilevamento della velocità: Punta/Montericco; Dante /Pirandello; Marconi/Veneto; via Andrea Costa-stazione ferroviaria; I Maggio /Del Lavoro; Cooperazione; Selice/Fossetta; San Vitale(Sesto Imolese); Pisacane (Olimpia); Montanara (Fagiano); Emilia Ponente/Roncaglie; Lughese/Lasie; Corecchio (Sasso Morelli); Selice/Bicocca.

«Spendono 130mila euro per delle telecamere di ‘lettura targa’ che non aiutano la sicurezza ma servono solamente per fare cassa, ovvero la medesima filosofia degli autovelox seminati come mine su tutto il territorio per spremere i cittadini come limoni – è la chiave di lettura del consigliere comunale della Lega Nord, Simone Carapia –. Raccontano che vogliono porre al centro la questione sicurezza, mentre il loro intento è arrivare a quell’1,5 milioni di euro in multe che si sono prefissati». L’installazione delle telecamere in questione «rappresenta solamente un salto di qualità per le tasche del Comune – sbotta l’esponente di opposizione –, che non consente una soluzione alla questione sicurezza. E’ il classico specchietto per le allodole».

Detto questo, Carapia di professa «da sempre contrario alla creazione di un inaccettabile multificio nel comune di Imola». In questa ottica, con l’accensione dei nuovi velox lungo le vie Correcchio, Lughese e della Cooperazione ormai imminente, il consigliere comunale di minoranza allarga la questione e ribadisce la propria «contrarietà» alla messa in funzione di una rete di apparecchi fissi di rilevamento della velocità. «Pur nel profondo rispetto delle vittime della strada, ritengo che tali operazioni non siano in grado di fornire un’opera di prevenzione qualitativamente paragonabile alla presenza degli uomini della polizia municipale ben visibili sulle strade», osserva infatti l’esponente del Carroccio. In altre parole: «Sulla sicurezza stradale non si discute, ma anche i limiti di velocità andrebbero decisi con buonsenso, soprattutto se si abbassano quelli fissati dal Codice della strada: i sessanta chilometri all’ora imposti sull’asse attrezzato – conclude Carapia –, più che rispondere a logiche di sicurezza rispondono ad altri obiettivi del ‘prima spremere’».