Imola, 21 ottobre 2017 - La stagione estiva delle Acque minerali ha lasciato a bocca asciutta Area Blu e Comune. Così la società in house dell’amministrazione ha aperto un contenzioso con la ditta di Casalecchio di Reno che a fine maggio, per 52mila euro, si era aggiudicata la concessione del bar-discoteca per il 2017. E’ sorprendente quanto emerge da una richiesta di accesso agli atti avanzata dal M5s. Certo, non è un segreto che dopo l’affidamento del locale chiuso in fretta e furia a causa del mancato raggiungimento di un’intesa con un’altra società il calendario eventi fosse rimasto sottotono. Ma che addirittura tutto si chiuda in questo modo, con Area Blu a rincorrere i debitori, è per l’appunto singolare.

«L’operatore economico vincitore della procedura pubblica in questione non si è presentato alla sottoscrizione del contratto definitivo», mette nero su bianco Vanni Bertozzi, ad di Area Blu, nella sua risposta al M5s. Di conseguenza, la società che gestisce il patrimonio immobiliare del Comune fa sapere di avere «immediatamente provveduto a revocare l’assegnazione, escutere la fideiussione, nonché richiedere le indennità di indebita occupazione».

Come andrà a finire? Ci vorrà tempo per capirlo. Intanto il M5s va alla carica. «Avevamo ragione quando dicevamo che l’amministrazione si stava muovendo con troppo ritardo per presentare il bando di gestione delle Acque Minerali, e infatti si è arrivati lunghissimi – osservano i grillini –. Avevamo ragione quando criticavamo il primo bando perché insostenibile, e infatti è finita con un nulla di fatto. Avevamo ancora ragione quando dicevamo che da un bando messo su in pochi giorni in fretta e furia e fuori tempo massimo per qualsiasi gestore professionale avremmo avuto un risultato pessimo, e infatti così è stato. La società che ha vinto alla fine non ha pagato neppure un euro, restituendo le chiavi a fine stagioni con uno ‘Scusate ma non è andata...’».

A questo punto, «il Comune dovrà procedere con una causa legale per avere i soldi come previsti da bando?», domandano i grillini, parlando già di causa che «si protrarrà per anni e, se tutto va bene, come al solito produrrà un nulla di fatto». Il tutto «a spese dei cittadini – incalzano dal M5s – per una gestione dissennata del patrimonio comunale da parte di questa amministrazione, nonostante i nostri avvisi ripetuti in Consiglio». In poche parole: «Peggio di così non si poteva fare». Ora i pentastellati fanno sapere di aver depositato una proposta che prevede la creazione di due bandi differenti: uno dedicato alla discoteca Acque Minerali e uno indirizzato esclusivamente all’ex vivaio-casa del custode, «lasciato in totale stato di abbandono ormai da diversi anni».