Imola, 14 novembre 2017 - Prenderanno in questi giorni la strada dell’acetificio i 600 ettolitri di vino sequestrati dalla guardia di finanza di Bologna alla casa vinicola Poletti di Imola. Verrà infatti notificata in settimana l’ordinanza di dissequestro finalizzato all’invio del prodotto, a spese della cantina (che non produce vino ma lo imbottiglia per consegnarlo alla filiera commerciale), in uno stabilimento per la trasformazione in aceto.

Il sequestro amministrativo è stato frutto di una recente operazione delle fiamme gialle e dell’ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole, in quanto a seguito di un controllo ordinario sono emersi più di 600 ettolitri di vino già pronti per essere imbottigliati e destinati alla vendita al dettaglio, la cui presenza in cantina, però, non trovava giustificazione nella contabilità dell’azienda, superando quindi le eccedenze consentite. In soldoni, nel magazzino c’era più prodotto di quanto risultava nei registri contabili.

Oltre al sequestro del vino, il cui valore ammonta a circa un milione di euro, è stata staccata una prima sanzione amministrativa di 50mila euro (ma è probabile che ne partiranno altre) che la casa vinicola Poletti avrebbe già pagato in misura ridotta in base alla legge 116 del 2014. La normativa prevede infatti che la somma sia ridotta del 30 per cento se il pagamento viene effettuato entro cinque giorni dalla contestazione.

Altra partita è invece la procedura di declassamento di ulteriori 4.700 ettolitri di vino pregiato Docg, Doc e Igt in comune vino da tavola. Infatti, a seguito delle discrasie riscontrate nel corso del confronto tra la qualità delle giacenze fisiche e quella delle giacenze contabili, le fiamme gialle e i funzionari ministeriali hanno proceduto alla riclassificazione dei 4.700 ettolitri in vino comune. Ciò significa quindi che l’azienda, che ha ancora in carico il prodotto, può sì vendere il vino in questione, ma non come Docg, Doc o Igt, bensì come comune vino rosso, naturalmente meno costoso rispetto alle altre designazioni.

Va detto che la procedura della guardia di finanza e dell’ispettorato repressione frodi del ministero si colloca, al momento, nell’alveo del diritto amministrativo: è plausibile ritenere che a monte della vicenda ci sia stata una errata gestione amministrativa da parte dell’azienda, la quale, contattata dal Carlino, preferisce non commentare quanto accaduto. I controlli svolti sono stati indirizzati a verificare la giusta applicazione dell’unica legge di riferimento in materia, il Testo unico del Vino, entrato in vigore alla fine del 2016, che consente di salvaguardare un settore al alto rischio di frodi.