Imola, 17 giugno 2017 - Presentata la prima edizione del ‘Festival di pubblica utilità’, che si terrà a Imola il 20 ottobre nella cornice dell’Enzo e Dino Ferrari. L’appuntamento voluto dall’amministrazione ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Non sarà un festival della pubblica amministrazione», precisa subito Domenico Sturabotti, direttore di Symbola. Ma si tratta di un evento che ha l’obiettivo di «dare rappresentazione a tutto ciò che ha un’utilità per il pubblico. Porteremo quindi tutti quei soggetti che operano secondo il concetto di pubblica utilità».

A detta degli organizzatori, il programma non è ancora stato definito, ma verrà progressivamente aggiornato nelle prossime settimane. Perché Imola? Prima di tutto, un elemento considerato rilevante: in riva al Santerno, nel 1874, è nata la prima cooperativa di produzione e lavoro, cioè la Ceramica. Poi, «per farci conoscere, presentare questo territorio e stimolare il dibattito», aggiunge Stefano Manara, presidente di ConAmi, consorzio pubblico composto da 23 Comuni. L’idea del festival risale a due anni fa. «Trovammo subito la disponibilità del governo italiano – spiega il sindaco Daniele Manca -. Abbiamo sempre ritenuto che il pubblico non fosse un avversario dei cittadini, ma un luogo dove sviluppare iniziative. Il tutto considerando che, dietro ogni azione quotidiana, c’è sempre una cabina di regia che garantisce i servizi alla collettività, i quali non sono scontati. E questo modo di ragionare insieme, all’interno del sistema pubblico, non è diffuso».

A Ipsos Italia il compito di sondare le reazioni dell’opinione pubblica sui questi temi. «Il cittadino non si vive come attore nella costruzione di valore pubblico – rileva l’amministratore delegato Nando Paglioncelli -, ma si vive esclusivamente come fruitore dei beni pubblici. Quindi il ruolo del cittadino sarà un passaggio discusso nell’ambito del festival». Durante la presentazione ufficiale, una proposta concreta è arrivata da Ermete Realacci, presidente di Symbola, e riguarda il «baratto amministrativo, iniziativa avanzata in passato ma che si è fermata a causa della burocrazia». In soldoni, «riconoscere la partecipazione dei cittadini al recupero di un’area di pubblico interesse mediante politiche di defiscalizzazione. Di questo e altro si discuterà durante «gli stati generali della pubblica utilità».