Imola, 9 febbraio 2018–Prosegue il ‘viaggio’ del Carlino tra le associazioni di categoria interpellate in vista delle elezioni amministrative. Se nei giorni scorsi erano stati i rappresentanti degli agricoltori a redigere una lista delle principali istanze da sottoporre al sindaco che verrà, questa volta sono le associazioni di artigiani e piccoli imprenditori a ‘scrivere’ al futuro primo cittadino. Mentre prende tempo, almeno per ora, la delegazione imolese di Unindustria che probabilmente annuncerà nei prossimi giorni le proprie priorità da sottoporre all’amministrazione.

«Al prossimo sindaco di Imola chiedo coraggio – esordisce Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. La rivoluzione Industry 4.0 porterà sempre più cambiamenti ed evoluzioni nel mondo del lavoro, e tali cambiamenti avranno riverbero anche sul piano sociale, in termini di occupazione o adattamento delle generazioni più adulte». Le sfide della quarta rivoluzione industriale sono oramai già cominciate, per cui «alle imprese serve il coraggio di rimettersi in discussione e seguire i cambiamenti, allo stesso modo chi guida una città complessa come Imola deve avere la visione e la forza delle scelte necessarie, che non sempre o quasi mai sono quelle che portano consenso».

Insomma, Renzi auspica che al timone di Imola arrivi un uomo (o una donna) capace di fare anche scelte impopolari, laddove necessario. Poi spazio ai grandi temi come la sanità, il welfare, il peso di Imola nell’area metropolitana. «La città – continua - ha un ruolo da ridisegnare nel perimetro metropolitano, in cui Imola può e deve contare di più per salvaguardare e valorizzare i sistemi primari, come la sanità e il welfare, le infrastrutture e i collegamenti con Bologna, il sistema scolastico ed educativo, e la rete delle pmi, eccellenza fondamentale per un territorio che vuole aprirsi per accogliere nuovi investimenti e opportunità di sviluppo».

In casa Cna, per il presidente Paolo Cavini la futura amministrazione si dovrà impegnare su impresa, lavoro e scuola. Spiega: «Impresa perché se si riesce ad essere attrattivi per nuovi insediamenti, significa essere in grado di generare ricchezza e benessere sul territorio. Lavoro – prosegue - perché se si creano le condizioni per nuovi posti di lavoro, e ci si impegna monitorando il lavoro, mantenendo e consolidando l’esistente, si garantisce dignità a un territorio».

Poi c’è il capitolo della scuola, dove «crescono e si formano le persone che domani saranno imprenditori e lavoratori». Ma per Cavini impresa, lavoro e scuola rimandano a ulteriori tre temi altrettanto importanti: sicurezza («una città ricca di imprese e lavoro è meno soggetta al degrado e alla delinquenza»); educazione e rispetto delle regole («quando una comunità è ben organizzata e il mondo della scuola investe e scommette sulle competenze locali, gli studenti hanno esempi positivi»); servizi alla persona («in un territorio con un buon tessuto produttivo, un mondo del lavoro che rispetta le regole e un sistema scolastico eccellente, una conseguenza è una buona offerta sanitaria»).