Imola, 17 dicembre 2017 - E’ lineare il percorso di ‘ImolaFuturo’ verso le amministrative 2018. Due settimane fa la presentazione della lista civica e, adesso, quella della candidata sindaco: come prevedibile, toccherà infatti all’assessore alla Scuola, Giuseppina Brienza, partecipare a quelle primarie del centrosinistra il cui esito appare però segnato (la vera contesa sarà tutta nel Pd). Ma lineare potrebbe essere anche il cammino di ‘ImolaFuturo’ una volta archiviate le successive elezioni, con la Brienza che dopo aver fatto da elegante sparring partner alle primarie si riprenderebbe il posto in una eventuale Giunta a guida dem. In pratica, lo stesso percorso che da più parti (non solo quelle di viale Zappi) ci si aspetta compia anche la civica di centro ‘Imola più’ (emanazione politica dell’associazione Tommaso Moro), al momento però impegnata in una lunga melina dietro la quale potrebbe nascondersi un altro tipo di strategia: correre da soli al primo turno per poi tornare a discutere con il Pd in ottica ballottaggio, quando i voti sono come macigni.

Attenzione però a non sottovalutare il peso politico di questa ‘ImolaFuturo’. «Abbiamo già raccolto quasi 200 firme a supporto della candidatura (della Brienza, ndr)», rivendica Claudio Zanelli per conto della civica di sinistra. «Non dico: ‘Mi candido perché sono donna’», avverte invece l’assessore. Nessun riferimento esplicito, eppure sembra tanto una frecciatina ad Anna Pariani («E’ il momento di una donna sindaco», aveva detto l’altra quota rosa di un club, quello degli aspiranti sindaci, del quale per ora fanno parte anche Davide Tronconi e Fabrizio Castellari).

«La mia candidatura nasce da altro – ribadisce, dal canto suo, l’assessore alla Scuola –. Dal desiderio di portare con forza nella coalizione la voce dei cittadini . E’ urgente ricreare la connessione tra loro e la politica, offrendo momenti di confronto e partecipazione». Ma che tipo di campagna per le primarie si aspetta la Brienza? «Bisogna prima costruire un programma che i candidati possano condividere – spiega –. E questo consentirà un dibattito sereno tra i partecipanti. A quel punto verranno fuori le caratteristiche personali che porteranno a individuare il più adatto a guidare il centrosinistra. Sarà difficile che divergeremo su contenuti o ideali, mi aspetto invece un confronto sul programma». Già, ma intanto dall’altra parte, in casa Pd, si sgomita per provare la scalata. «Parliamo di profili diversi tra loro – risponde la Brienza se le si chiede un giudizio sui potenziali avversari alle primarie –. Ma tutti e tre con grande esperienza amministrativa. In cosa si differenzia la mia proposta? Negli altri ci sono tante buone intenzioni, ma non vedo tradursi in fatti quello che dicono. Io invece nel mio lavoro di questi anni la partecipazione l’ho utilizzata, mettendo in campo qualcosa di concreto».