Imola, 5 ottobre 2017 - "Se mi candido? Parlare di nomi è prematuro; per ora valuto e rifletto. Se vedessi la città rischiare di finire nelle mani dei populisti, potrei dare ascolto ai tanti che me lo chiedono". Così parlava, a inizio luglio, Fabrizio Castellari. A tre mesi di distanza da quelle dichiarazioni, e dal duro j’accuse nei confronti dei vertici di viale Zappi, l’ex segretario del Pd scioglie le riserve.

E in una lunga «lettera aperta ai cittadini imolesi» si dice oggi pronto a «prendere parte alle primarie del centrosinistra per l’indicazione del candidato sindaco». Primarie che, a questo punto, con l’assessore Davide Tronconi già in campo e le quote rosa del Pd in fibrillazione, vedranno quasi certamente sfidarsi più volti noti del partitone. Proprio quello che il segretario Marco Raccagna e il sindaco Daniele Manca, i quali prima di benedire candidati vogliono vedere i sondaggi, avrebbero voluto evitare: una guerra intestina destinata a incendiare un partito nel quale anche altri aspirano alla poltrona di primo cittadino, anziché una gara annacquata con i referenti dell’area di centro e quella di sinistra.

«Ho deciso di rispondere positivamente alle tante sollecitazioni che ho raccolto in questi mesi verso un mio rinnovato impegno nell’amministrazione della città – afferma Castellari –. Vediamo acuirsi anche qui quella distanza tra i cittadini e le istituzioni che è il sintomo più diffuso di un disagio che va ben oltre i nostri confini territoriali. Una certa sfiducia (o peggio ancora, la rassegnazione) di tante persone verso chi ha le responsabilità di guida chiedono ovunque, ed anche alla politica, molta più umiltà, nessuna presunzione, di essere tanto più disponibile ad ascoltare quanto coerente nelle scelte e solida nel porre soluzioni ai problemi». In altre parole, secondo l’ex segretario, si deve «ricucire una distanza».

Ed è da qui che «dobbiamo partire con il progetto verso Imola 2018», esorta Castellari. Che aggiunge: «Dovremo aprire subito, a partire dal Pd e assieme a tutta la coalizione, un grande confronto con la comunità imolese, che sia il più largo e il più inclusivo possibile». Secondo l’ex numero uno di viale Zappi, il patto di governo futuro «va stretto con tutte le forze vive, che vanno ascoltate e coinvolte nel progetto. Perché in molti ambiti – conclude Castellari – è davvero matura l’idea di uno stile di governo che declini la sussidiarietà, una comunità di cittadini che si fa protagonista delle scelte fin dall’inizio e non solo nel momento di declinarle, eseguirle o rispettarle».