Imola, 6 dicembre 2017 - La gestione della discarica Tre Monti finisce al centro di un esposto che Forza Italia presenterà nei prossimi giorni all’Anac, l’Autorità anticorruzione. Già in estate, il capogruppo regionale Galeazzo Bignami e Nicolas Vacchi, consigliere azzurro sotto l’Orologio, avevano avanzato alcune perplessità in merito al contratto in essere tra ConAmi (proprietario dell’impianto) e Herambiente (gestore), in quanto gli azzurri sono convinti che l’affidamento della gestione del sito debba seguire l’iter della procedura a evidenza pubblica.

I vari dubbi portarono i forzisti a depositare due interrogazioni, in Regione e in Comune. Ebbene, il 24 novembre sono arrivate le risposte da parte di entrambi gli enti, che evidenziano come il contratto d’affitto di ramo d’azienda sia stato siglato «in tempi risalenti», in quanto il primo è del 2001, mentre nel 2009 è stato registrato un secondo contratto tra ConAmi e Herambiente con scadenza nel 2040. Detto ciò, in risposta all’atto ispettivo, l’assessore Paola Gazzolo scrive che «la tipologia di contratto, così come descritta nell’interrogazione, non parrebbe conforme alla normativa vigente.

Occorre tuttavia sottolineare che, all’epoca dei fatti, l’attività di smaltimento realizzata nell’impianto non rientrava nel perimetro del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani e assimilati», quindi «la giunta e l’Agenzia d’ambito territoriale ottimale di Bologna non avevano competenze in merito». Poi aggiunge: «La necessità di espletamento di una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento della gestione dell’attività di smaltimento in questione si pone quindi ora in termini prospettici per il futuro, sulla base delle norme statali e regionali sopravvenute e delle valutazioni di Atersir».

Ma quella della Regione è, tuonano Vacchi e Bignami, «una risposta sibillina che gioca sui ‘parrebbe’ probabilmente per non affrontare i veri problemi. Da un lato, il fatto che siamo in presenza di un contratto di affitto di ramo d’azienda con validità fino al 2040, dall’altro il riferimento a generiche valutazioni di Atersir, già in forte ritardo sull’emissione del bando per l’affidamento del servizio rifiuti nel bacino di Bologna». A questo punto, gli esponenti azzurri sollecitano l’Anac a fare chiarezza sull’argomento.

E annunciano un esposto nel quale si chiede all’autorità di valutare «la sussistenza di eventuali profili di illegittimità individuando, nel caso, i possibili soggetti ai quali ascrivere eventuali responsabilità»; «la sussistenza di eventuali profili di illegittimità e/o incoerenza con la normativa vigente» con particolare riferimento alla circostanza che il servizio sia gestito attraverso un contratto di affitto valido fino al 2040. Nell’esposto si cita anche un parere della Corte dei Conti nel quale si chiarisce che «gli affidamenti relativi ai servizi pubblici locali non conformi alla normativa europea devono essere oggetto di una sorta di ‘autoannullamento’ da parte dell’amministrazione affidante». «Pare abbastanza inverosimile – chiosano i consiglieri - che si debba attendere il 2040 per espletare una gara a evidenza pubblica». Dal canto suo, Stefano Manara, presidente ConAmi, ritiene «esaustiva la risposta della Regione data ai consiglieri, i quali hanno comunque il diritto di intraprendere le azioni che credono. Sul fatto di procedere con una gara a evidenza pubblica, invece, ci atterremo alle disposizioni che verranno prese. Ciò che ci interessa è l’affidabilità del gestore».