Imola, 2 dicembre 2017 - La tengono a battesimo un assessore, Annalia Guglielmi, che in questi anni non ha mai dato la sensazione di essere in disaccordo con il Pd, e i due consiglieri comunali probabilmente più invisi alla minoranza: Romano Linguerri (Fornace viva, come la Guglielmi) e Alessandro Mirri. Quest’ultimo, a differenza del primo, con la sua Alternativa popolare (che a Roma governa con il centrosinistra) a Imola è ancora all’opposizione, la quale però ne ha chiesto a più riprese le dimissioni da vicepresidente del Consiglio comunale in quanto ritenuto troppo vicino alla maggioranza. Eppure, se domandi ai promotori della lista civica ‘Imola più’, diretta emanazione di quell’associazione cattolica Tommaso Moro presentata ieri alla stampa, come si collocano in vista delle amministrative del 2018, la risposta è: «Dialoghiamo con tutti, vediamo chi si fa avanti». Includendo nella lista anche Forza Italia e la Lega Nord.

Un loro ingresso, alla destra del Pd, nella nascente coalizione di centrosinistra che guarda caso alzerà oggi il sipario sulla sua ala mancina (ImolaFuturo), i bookmaker neanche lo quoterebbero, tanto appare scontato. Ma intanto, probabilmente per alzare un po’ la posta con viale Zappi in questa fase di trattative (ci sono in ballo uno o due posti nella eventuale futura Giunta, e forse pure la poltrona di vicesindaco), si fa melina. «Vogliamo andare al governo della città e senza alleanze questo non è possibile – concede Linguerri –. Se il Pd vuole allargare la coalizione e si farà avanti, valuteremo».

Insomma, detto che ci sarebbero da fare anche le primarie del centrosinistra (ma la partita vera è tutta interna a quel Pd che sperava di trovare un nome condiviso ma continua a sfornare candidati), quelli di ‘Imola più’ non vogliono essere trattati da comparse. Parlano di «progetto generato dall’incontro di valori liberali e cattolici» e di «esperienza e dialogo senza populismi, con l’intento di cambiare in meglio». Auspicano il «rilancio della città», rendendola «più sicura, solidale, efficiente ed autonoma», che «conti a livello metropolitano e regionale» per «sviluppare opportunità di lavoro per i giovani». Avverte Mirri: «Non siamo la stampella di nessuno, semmai parte della testa». E ancora in metafora: «Non vogliamo essere la tenda che copre il balcone di un partito, abbiamo la presunzione di essere una casa».

Del gruppo, che un eventuale candidato sindaco non ce l’ha ancora, fanno parte anche Chiara Poletti («Ci rivolgiamo a tutti coloro che non credono più ai partiti, agli indecisi, a tutte le associazioni e ai comitati») e Roberto Raggi, referente dei Centristi per l’Europa: «Ciò che ritengo importante è proprio la base di valori su cui la lista civica si fonda e che ci servirà per scegliere le persone che ci rappresenteranno. Cerchiamo cittadini disposti a impegnarsi e che rappresentino i volti migliori per competenza: la nostra è una lista di qualità composta da persone di qualità».