Imola, 7 ottobre 2017 - Troppo presto per gli endorsement (se mai arriveranno), troppo tardi per perpetuare lo scontro con il suo predecessore. Dopo le «dichiarazioni di disponibilità» dell’assessore Davide Tronconi, dell’ex numero uno di viale Zappi Fabrizio Castellari, e sempre in attesa che altri (uomini e donne) confessino pubblicamente la loro volontà di candidarsi a sindaco per il centrosinistra, quello che fa il segretario del Pd Marco Raccagna è un richiamo all’ordine. Ovvero: le ambizioni vanno bene, i tatticismi meno. Mentre sulla strada che porterà alla scelta del candidato si tira dritto: no alle primarie di partito (rischiano di essere sovraffollate e sono considerate troppo divisive), sì a quelle (più soft) di coalizione.

Raccagna, siamo solo a ottobre ma in campo ci sono già due contendenti.

«Conosco bene entrambi. Davide è un autorevole giovane componente della Giunta uscente, Fabrizio è un uomo di esperienza che ha ricoperto vari incarichi».

La sensazione è che si stiano muovendo in tanti. Forse troppi, per non pensare a divisioni interne.

«Sono un uomo ottimista e quindi leggo le disponibilità dichiarate e quelle che dovessero arrivare come un contributo di idee e impegno positivi al Pd e alla coalizione che verrà. Fossero al contrario posizionamenti in vista di o ‘giocate’ individuali, non tanto io, ma il Pd e la città penso le rigetterebbero. Di qui a primavera c’è spazio solo per il gioco di squadra».

Come sta il Pd oggi?

«Ora più di prima, dopo la Festa nazionale dell’Unità, abbiamo dimostrato di essere pronti. Abbiamo donne e uomini capaci che sono in grado di candidarsi a ruoli per accompagnare la crescita di Imola nei prossimi anni».

Come sceglierete il candidato?

«Il Pd proseguirà il percorso delineato. Analisi della situazione con un sondaggio e formazione di una coalizione larga. Ascolto e comprensione della città, idee e progetti. Poi selezione del candidato a sindaco. Abbiamo governato bene dieci anni di crisi. Finalmente la situazione appare oggi migliore e abbiamo basi solide. Le ricette dovranno allora essere diverse e dovremo essere capaci di disegnare un Comune nuovo».

Conferma di preferire le primarie di coalizione a quelle interne, volute invece da una parte del Pd?

«Senza alcun dubbio. Lo dice lo Statuto e lo dicono la politica e il buon senso. Sono le uniche a poter ambire ad essere una festa della democrazia che costruisce e unisce. Quelle di partito sono divisive e sarebbero la vittoria dell’io sul noi».

Come gestirà una situazione tanto calda di qui a primavera?

«Intanto sorrido insieme agli iscritti per una Festa nazionale che è andata bene. Poi mi impegno per avere un parlamentare imolese e vincere le amministrative. Darò tutto me stesso in nome dell’unità del Pd».