Imola, 18 giugno 2017 - Sono alcune centinaia, a Imola, i minori stranieri che vedrebbero spalancarsi le porte verso l’ottenimento della cittadinanza italiana in caso di approvazione di quella legge sullo Ius soli (temperato) ferma al Senato. Gli under 18 nati nel nostro Paese e residenti sotto l’Orologio sono infatti 1.236: 632 maschi e 604 femmine. Stante l’attuale normativa, nessuno di loro avrebbe in questo momento i requisiti per ottenere per diventare italiano: l’unica strada è quella di aspettare la maggiore età e, a quel punto, far partire l’iter per l’ottenimento della cittadinanza. Se la legge approvata dalla Camera nel 2015 ottenesse il via libera anche a Palazzo Madama (dove la maggioranza ha però numeri molto più risicati e in settimana si è scatenata la bagarre), ecco due nuove possibilità per i minori stranieri nati in Italia, che a Imola sono in larga parte bambini (l’80 per cento ha meno di dieci anni). Verrebbero infatti introdotti due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: ius soli (‘diritto legato al territorio’) temperato e ius culturae (‘diritto legato all’istruzione’).

Nel primo caso, un bambino nato in Italia diventa automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente nel nostro Paese da almeno 5 anni e, in caso non provenga dall’Unione europea, abbia un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; disponga di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; superi un test di conoscenza della lingua italiana. Grazie allo ius culturae, potranno invece chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati qui entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole nel nostro Paese per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico. I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno invece ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico. Su queste basi diventa ragionevole pensare che, tra quei 1.236 minori stranieri nati nel nostro Paese e residenti a Imola, dei quali si diceva all’inizio, almeno alcune centinaia avrebbero i requisiti per diventare italiani nel giro di breve tempo. E che andrebbero così a sommarsi a quei circa 150 maggiorenni stranieri (208 tra il 2015 e la prima parte del 2016) che ogni anno acquisiscono la cittadinanza con tanto di festa in Comune. «Quella attualmente in discussione al Senato è una legge di civiltà – commenta Elisabetta Marchetti, assessore all’Immigrazione –. Parliamo di bambini nati e cresciuti qui, che spesso un Paese di provenienza non ce l’hanno nemmeno più. Ecco perché sarebbe importante riconoscere loro la piena cittadinanza aiutandoli a sentirsi parte di questo Paese».