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PRIMARIE PD / I RISULTATI

Trionfa Veltroni, ma è resa dei conti, ecco gli scenari

I voti validi sono 19.770 per l’elezione dell’assemblea costituente nazionale e 19.669 per quella regionale. In città successo per la lista di Letta che ottiene il 18,28% dei consensi, ma i voti non bastano per far entrare il sindaco, Giorgio Meschini, nell'assemblea nazionale

elezioni Macerata, 16 ottobre 2007 - Tutti i leader maceratesi del centrosinistra sono entusiasti della grande partecipazione alle primarie del Pd. Ma il passaggio dai Ds e Margherita al nuovo soggetto politico non è affatto indolore. Dietro le quinte, infatti, già si pensa a qualche regolamento di conti. Ma andiamo per ordine.

 

I votanti sono stati 20.657: tolte bianche e nulle (e anche i pochissimi voti ottenuti da Gawronski) i voti validi sono 19.770 per l’elezione dell’assemblea costituente nazionale e 19.669 per quella regionale. Il comitato promotore per il Pd fa notare che alle primarie del 2005 per scegliere il candidato presidente del Consiglio per il centrosinistra votarono in 24.834: "Ma allora si espressero gli elettori di tutti i partiti dell’Unione".

 

"La platea di elettori chiamati era già in partenza molto più grande. Questa volta l’appello al voto è stato di alcuni partiti della coalizione di centrosinistra, rivolto certamente ai loro elettori, ma anche a chi volesse partecipare alla fondazione del nuovo partito: e nessuno poteva dire quanti fossero". Fatte le proporzioni, insomma, si è votato più stavolta che nel 2005.

 

In provincia i voti validi per l’assemblea costituente nazionale sono stati 19.770. Di questi 16.504, cioè l’80,47%, sono andati alle tre liste che sostenevano Walter Veltroni (Con Veltroni ambiente, Democratici per Veltroni, A sinistra per Veltroni); 1.829, il 9,25%, alla lista di Rosy Bindi, e 1.437, il 7,35%, alla lista di Enrico Letta.

 

Per l’elezione dell’assemblea regionale la situazione è simile, ma con percentuali diverse, che fanno la differenza sul piano dei 'rapporti interni': Veltroni stravince (16.139 voti), ma con il 75,35%, e cambiano le proporzioni del voto tra le tre liste che lo sostenevano, mentre Letta (1.754 voti, l’8,89%) quasi eguaglia il risultato della Bindi (1.780 voti, il 9,04%).

 

Nel comune di Macerata si sono recati alle urne 2.712 elettori, i voti validi (nazionale) sono stati 2.616. Le due liste per Veltroni (Veltroni Ambiente e Democratici per Veltroni) totalizzano 1.879 voti, cioè il 71,83%, 432 — il 16,5% — i voti per la lista Letta e 305 — l’11,66% — per la lista Bindi.

 

Anche in questo caso le percentuali cambiamo per l’elezione della costitutente regionale: le liste per Veltroni ottengono 1.849 voti e il 70,87%: ma mentre per l’elezione nazionale I democratici stravincono con il 53,56% sul 18,27% ottenuto da Veltroni - Ambiente, nel caso della regionale i primi ottengono il 40,74% (cioè il 13% in meno), rispetto al 30,13% (12% in più) della seconda. La lista Letta sale al 18,28% e la Bindi si ferma al 10,85%.

 

Due sono le situazioni chiare. La prima: delle due liste che sostenevano il sindaco di Roma, i Democratici con Veltroni è quella vicente, ma se il distacco è forte per l’assemblea nazionale, è più contenuto per quella regionale. La seconda: nonostante l’indubbio successo della lista Letta a Macerata, i voti non sono bastati a far 'entrare' il primo cittadino, Giorgio Meschini.

 

Due situazioni che posono avere qualche ripercussione anche sugli assetti della politica locale. Meschini è deluso (ne riferiamo sotto), e a ragione: si è speso fortemente per questo progetto e il risultato non l’ha premiato: come mai? Più complessa la dialettica interna agli ex Ds.

 

La seconda lista a sostegno di Veltroni (Ambiente, Innovazione, Lavoro), infatti, ha avuto tra i suoi promotori diversi soggetti tra i quali anche alcuni assessori provinciali (Giulio Pantanetti e Carla Monachesi) ed anche un consigliere regionale (Francesco Comi). A Tolentino, città di Comi, i Democratici con Veltroni hanno prevalso sulla sua lista, che pure ha riportato un qualche successo altrove.

 

Il fatto è che la nascita della seconda lista per Veltroni ha irritato gli altri diessini, a partire dal presidente della Provincia Giulio Silenzi, che vi avrebbe visto un tentativo di ridimensionamento della sua figura e azione politica. Non a caso i rapporti in giunta vengono definiti freddi, e non è escluso che, nei prossimi giorni, vi possa essere anche una resa dei conti.

 

Certo è che se ciò accadrà, sarà chiaro ai partecipanti alla contesa, non certo ai cittadini, i quali hanno votato due liste diverse, ma pur sostenendo la nascita di un solo partito e scegliendo lo stesso segretario. La 'sconfitta' di Meschini potrebbe produrre effetti anche all’interno della ex Margherita, visto che a nessuno sfugge un dato oggettivo: la candidatura alla fase costitutente di un sindaco che gode di grande consenso e popolarità in città sembra essere stata tradita più da chi 'gli sta vicino' che da altri.

Franco Veroli

 

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