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INSIEME DOPO 60 ANNI

Dall'Inghilterra per ringraziare l'uomo che salvò il padre

La famiglia di Eric Hilder, inglese rinchiuso nel campo di concentramento di Sforzacosta durante la seconda guerra mondiale, è venuta in Italia per incontrare, Umberto Vitali, il tolentinate, che a soli quattordici anni, aiutò l'uomo a fuggire dai nazisti

L'incontro tra la famiglia Hilder e Umberto Vitali Urbisaglia (Macerata), 31 ottobre 2007 - Una storia nella storia. La speranza che non muore mai. La tenacia di una figlia, Ann Hilder, inglese di Carlisle, che dopo sessant’anni torna nelle Marche, insieme alla sorella più piccola Pauline, la figlia Jenny e la giovane nipote Emilie per incontrare Umberto Vitali, tolentinate, l’uomo che ha salvato la vita del padre Eric prigioniero dei nazisti durante la seconda guerra mondiale e rinchiuso nel Campo di concentramento 53 di Sforzacosta: "Lo vogliamo ringraziare, anche noi gli dobbiamo la vita".

 

Commuove e affascina ma più che mai risveglia il ricordo d’altri tempi. Di un’altra era in cui quel giovane soldato, oggi morto, è riuscito a scappare dall’orrore di un campo di concentramento grazie alla bontà delle nostre genti: "La ricerca — raccontano con trepidante commozione — è cominciata in Inghilterra grazie all’aiuto della 'Monte San Martino Trust', un’associazione fondata nel 1989 per dare borse di studio a ragazzi italiani discendenti di quelle famiglie che avevano aiutato tanti soldati durante la guerra. Poi abbiamo cercato sulla cartina dov’era Sforzacosta e per pura causalità abbiamo contattato la Locanda Le Logge a Urbisaglia".

 

Ad aiutarle, Andrea Tombolini, titolare della Locanda che gli ha indicato dove si trovava il Campo 53: "Siamo stati orgogliosi — ha detto — di averle ospitate e di avere, seppure in piccola parte, contribuito alla ricostruzione delle avventure di Eric". Da lì, pian piano nel presente è cominciato a riaffiorare il passato di Eric. "Nel campo di concentramento di Sforzacosta — racconta la figlia Ann a cui Eric ha raccontato la storia — aveva conosciuto Charles, un altro soldato inglese. Insieme cominciarono a pensare alla fuga".

 

"Perlustrarono il campo per giorni fin quando non decisero che alla prima notte senza luna sarebbero scappati. Quando arrivò il momento giusto, si aprirono un varco nella zona più buia del campo e fuggirono. A decidere chi per primo doveva farsi avanti, fu il lancio di una monetina. La sorte scelse Charles. Cominciarono a correre e all’improvviso caddero dentro il Chienti, non sapevano che esistesse. Corsero ancora, rimasero nascosti per alcuni giorni in un cespuglio finché — continua Ann — si avvicinarono ad una casa, nella campagna vicino Tolentino".

 

"Incontrarono un ragazzo. Aveva circa 14 anni. Eric gli disse l’unica parola italiana che conosceva: acqua". Fu il primo incontro tra Eric e Umberto Vitali. Vissero insieme il peggior inverno degli ultimi 80 anni "lavorando nei campi e custodendo gli animali". La paura non li ha mai abbandonati: "Più volte i nazisti sono entrati in casa — racconta Ann — Una volta sono riusciti a scappare nei campi, in un’altra occasione si sono nascosti nel camino".

 

Quando fu di nuovo pronto, circa tre mesi dopo, se ne andò verso il mare, si impossessò di una barca e cominciò a risalire l’Adriatico, fin quando non si imbatté in una nave inglese, che finalmente lo salvò: "La notte prima della partenza, la famiglia Vitali organizzò una festa per convincerli a non andare. Addirittura — sorride Ann — offrendo loro molto vino".

 

"Mio nonno — dice sua nipote Jenny — fu accolto come un figlio. Ricordava con tantissimo affetto Umberto e i suoi genitori, per il loro amore, la loro solidarietà, la loro bontà. Rimase con loro alcuni mesi, lavorando la terra come uno della famiglia. Per noi raccontare questa storia è molto importante, perché parla di coraggio, di forza, e della grande bontà e solidarietà della gente italiana".

 

Ann, Jenny, Emilie si sono ritrovati ieri a Chiaravalle, dove oggi vive Umberto. Il ricordo è volato al 1958 quando Eric Hilder era venuto personalmente nelle Marche per riabbracciare Umberto e la sua famiglia. Umberto Vitali, 80 anni, vive ora a Chiaravalle, in provincia di Ancona, lontano da quelle campagne in cui aveva conosciuto il soldato britannico Eric Hilder ma pur sempre vicino al ricordo di quella vita.

Paola Verolini

 

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