Il direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze dello spettacolo. "E' stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita", ha commentato
Macerata, 13 marzo 2008 - Ha raccolto applausi in tutti i teatri del mondo, eppure avevano un sapore 'unico' quelli che ieri la gente ha tributato a Pier Luigi Pizzi all’auditorium San Paolo.
E’ stato infatti un giorno speciale per il direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival al quale è stata conferita la laurea honoris causa in Scienze dello spettacolo. "E’ uno dei momenti — ha detto Pizzi alla fine della cerimonia — più emozionanti e commoventi della mia vita".
Pizzi ha parlato a cuore aperto, e ciò non sorprende. "E’ un luogo speciale — ha detto al termine del conferimento — perché sento forte l’affetto sincero della gente, naturalmente ricambiato". E in effetti il maestro ha toccato diverse corde del cuore nella lectio doctoralis, ha ripercorso la sua vita: le scelte, i successi, le amarezze.
"Per mio padre — ha raccontato — fare teatro era una bravata. Fu durissimo quando gli comunicai che avevo la possibilità di andare a lavorare in teatro a Genova: mi disse o la laurea o fuori di casa. Non avevo scelta. Sono partito per Genova con pochi soldi in tasca. Ho giocato le mie carte, ho avuto ragione".
E la laurea? "Lavoravo e non avevo tempo. E per anni quella rinuncia è stata per mio padre una spina dolorosa, oggi, a trent’anni dalla sua morte, sono felice di toglierla".
Sono trascorsi cinquant’anni da quando Pizzi è partito per Genova dove ha firmato il suo primo lavoro. "L’impazienza — ha detto — ha fatto di me un lavoratore accanito, non saprei dire quante opere ho realizzato. Sono però riuscito a portare avanti contemporaneamente più progetti, senza mai perdere di vista la qualità». Consensi e premi hanno segnato la sua carriera. «Il problema non è avere successo, ma mantenerlo".
L’impazienza contraddistingue la vita di Pizzi, e non a caso è il titolo della sua lectio doctoralis. "Più di altre attitudini – ha spiegato – definisce il mio carattere". Pizzi ha poi parlato di aver saputo a quarant’anni della morte del fratello gemello al momento del concepimento. "Quel fratello deve avermi affidato il suo spirito per raddoppiare la mia energia, curiosità e voglia di fare".
Lorenzo Monachesi
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