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Macerata

QUELLI CHE PROTESTANO

"Rincari, basta con le accuse", sfilano i coltivatori

Gli agricoltori protestano contro una campagna che li vorrebbe responsabili degli aumenti di pane, frutta e verdura e chiedono di accorciare le distanze tra produttore e consumatore, eliminando le speculazioni; dallo snellimento delle pratiche burocratiche al rafforzamento dei controlli sui prodotti d’importazione

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La protesta degli agricoltori a Macerata Macerata, 13 marzo 2008 - Si sono dati appuntamento alle 8 di mattina al centro fiere di Villa Potenza. Poi sono saliti in sella ai trattori (una ventina), e si sono mossi in corteo per le vie di Macerata, distribuendo volantini ed esponendo striscioni (ma non bandiere di associazioni o sindacati, dai quali non si sentono tutelati).

 

E’ iniziata così, ieri, la serrata degli agricoltori contro 'una campagna denigratoria' che li vorrebbe responsabili degli aumenti di pane, frutta e verdura, e che non terrebbe conto, invece, del loro "apporto fondamentale alla tutela del territorio e del paesaggio".

 

"Non siamo noi i responsabili degli aumenti dei prezzi — spiegano Renzo Biondi e Francesco Mariani, due agricoltori —: noi, che con sudore coltiviamo la terra, a volte dobbiamo svendere o addirittura distruggere il nostro raccolto, mentre voi lo pagate a peso d’oro. Un esempio? Un ceppo d’insalata costa 15 centesimi al chilo, ma si vende in negozio a 3 euro e 20".

 

Quanto al grano, il cui prezzo è passato da 13 euro al quintale nel 2005 agli attuali 52: "Dipende dall’esaurimento delle scorte — aggiungono gli agricoltori —, un po’ per l’andamento climatico degli ultimi anni e un po’ per le mancate esportazioni da America e Canada. Senza calcolare l’aggravio di costi per noi, a livello di grano da seme, concime, gasolio...".

 

In sostanza le richieste della categoria vanno da un generico sostegno all’agricoltura, ad interventi sulle filiere di produzione, "per accorciare le distanze tra produttore e consumatore, eliminando le speculazioni; dallo snellimento delle pratiche burocratiche al rafforzamento dei controlli sui prodotti d’importazione; dalla diffusione di fonti energetiche rinnovabili (biomasse, biogas e biodiesel) al problema dei danni arrecati alle coltivazioni dagli animali selvatici come cinghiali e istrici".

 

Queste richieste sono state espresse prima al prefetto Vittorio Piscitelli e poi all’assessore provinciale Paola Cardinali e a Silvano Ramadori, presidente del consiglio provinciale. "Abbiamo compreso le problematiche — ha detto il prefetto — e sensibilizzeremo gli organismi competenti: Provincia, Regione e associazioni di categoria".

 

In particolare la Provincia è chiamata in causa a proposito della circolazione delle macchine agricole eccezionali, per le quali è richiesto, date le carenze infrastrutturali, con strade troppo strette e inadeguate, l’obbligo della scorta con aggravio di costi. "Ci è stato risposto — dicono gli agricoltori — che le nostre richieste saranno vagliate insieme al prefetto, in un incontro nel quale anche noi saremo convocati. Speriamo che non restino solo chiacchiere".

Benedetta Iacomucci

 

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