La famiglia El Hadiri, sconvolta dalla morte del piccolo Alaa, rimasto ucciso ad appena diciotto mesi da un volo di undici metri, è partita per il Marocco. La mamma è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo
Monte San Giusto, 19 marzo 2008 - E’ partita per il Marocco la famiglia El Hadiri, sconvolta dalla morte del piccolo Alaa, rimasto ucciso ad appena diciotto mesi da un volo di undici metri. Ed è partita anche l’inchiesta della procura sul caso: la mamma è indagata per omicidio colposo.
A ricostruire i fatti è servita anche la testimonianza di un vicino, che ha visto il piccolo in piedi sul cornicione per qualche secondo, prima di cadere nel vuoto. Dopo aver passato la notte in casa di parenti a Civitanova, ieri mattina Moustafà El Hadiri e la moglie Hakima hanno preparato le valigie.
E nel pomeriggio, ottenuto il nullaosta dopo l’ispezione cadaverica, con i loro due bambini di sette e sei anni si sono diretti a Bologna, per volare a casa, in Marocco. A breve li seguirà anche la salma del piccolo Alaa. "La loro usanza — spiega un’amica — è di avvolgere il defunto in un camice bianco e di seppellirlo prima possibile, perché possa riposare in pace. Per questo sono voluti partire subito, per tornare dai nonni, e per preparare tutte le pratiche necessarie".
Tutta la famiglia ha passato ore tremende. "Hakima non sa darsi pace. Quando l’ha visto a terra, ha detto che il suo primo pensiero è stato quello di buttarsi anche lei, poi ha cercato di farsi forza ed è corsa per le scale. Ora è disperata, continua a tenere stretto in mano il passaporto di Alaa, dove c’è la sua foto, l’unica che avessero fatto da quando erano in Italia".
Intanto sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri. In particolare, c’è da capire come abbia fatto il bambino ad arrampicarsi sulla ringhiera del balcone. A quanto pare la mamma ha detto che il piccolo stava dormendo; lei non si era accorta neppure che si fosse alzato e che fosse andato in terrazza.
Un testimone ha riferito ai carabinieri di essersi accorto che Alaa era in piedi sul cornicione. Ma dopo qualche secondo il bimbo è volato a terra. Come sia potuto riuscire a scavalcare la ringhiera, e come sia caduto dal cornicione, sono tutti aspetti che i carabinieri stanno ricostruendo in queste ore.
Il sostituto procuratore Andrea Laurino ha iscritto la mamma nel registro degli indagati, per l’accusa di omicidio colposo. Si tratta quasi di un atto dovuto da parte della magistratura che, pure in situazioni così dolorose, deve valutare se possano esserci delle responsabilità. Nei prossimi giorni, una volta rientrata dal Marocco, la donna potrebbe anche essere sentita in procura, per chiarire tutti gli aspetti di questa tragica vicenda.
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