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LA DENUNCIA

Truffa un gioielliere spacciandosi per un avvocato

L'uomo, un pescarese di 43 anni, dopo la truffa a Potenza Picena ha fatto perdere le sue tracce. E' stato scoperto alcuni giorni dopo perché ha cercato di mettere a segno un altro colpo ai danni di una gioielleria di Riccione
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Orologi Macerata, 1 aprile 2008 - Spacciandosi per un noto avvocato maceratese, ha truffato un gioielliere di Potenza Picena. Poi ha cercato di raggirarne anche uno di Riccione. Ma è stato scoperto e denunciato per entrambi gli episodi.

 

Protagonista è un pescarese di 43 anni, P. U.. Nei mesi scorsi, spacciandosi per un legale maceratese, si è presentato in una oreficeria di Potenza Picena con il pretesto di farsi valutare un orologio. Già che era lì, ha chiesto di vederne altri, mostrandosi molto interessato a un Rolex da 11mila euro.

 

"Vorrei prenderlo — ha detto — ma non ho con me i soldi. Se qualcuno potesse accompagnarmi in studio a Macerata, potrei saldare subito il conto". Il gioielliere ha accettato, e insieme sono venuti in città. Il cliente, che già aveva indossato il Rolex, ha chiesto di aspettarlo due minuti, ed è scomparso. Dopo un po’, l’orefice ha iniziato a insospettirsi; è sceso dall’auto, si è avvicinato all’edificio dove aveva visto entrare il sedicente avvocato, ha cercato la targa con il nome che gli aveva detto ma, tra tanti studi legali in quel palazzo, non l’ha trovato, e finalmente ha capito di essere stato truffato. Subito ha fatto denuncia. E la fortuna è stata dalla sua parte.

 

Pochi giorni dopo, il truffatore si è presentato alla gioielleria Nautilus di Riccione per vendere il Rolex, presentandosi sempre con il nome del legale maceratese. L’orefice ha accettato la proposta, e lo ha accompagnato in una stanza sul retro per firmare un contratto. In quella stanza c’era anche una cassaforte, rimasta aperta: sono bastati pochi secondi al sedicente avvocato per sfilare via un altro orologio, questa volta da 16mila euro.

 

Ma il giochetto non è riuscito perché la stanza era sorvegliata dalle telecamere, che hanno immortalato la sua mano lesta e la sua faccia. Così, si è scoperto chi fosse lo sconosciuto che aveva preso il Rolex a Potenza Picena.

 

Sentito dalla polizia giudiziaria, il pescarese ha ammesso di averlo fatto anche altre volte, per racimolare i soldi di cui vivere. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore De Feis gli ha inviato l’avviso di fine indagini, preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio per le accuse di truffa e sostituzione di persona. Il pescarese è difeso dall’avvocato Crescenza Santacroce.

Paola Pagnanelli

 

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