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VERSO LE ELEZIONI

In viaggio con i nostri candidati, ecco le interviste

Continuiamo il nostro viaggio tra i candidati maceratesi alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile con le interviste a Franco Capponi (Forza Italia), Barbara Temperilli (Pd), Mario Baldassarri (Pdl) e Federica Curzi (Sinistra Arcobaleno)
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elezioni Macerata, 4 aprile 2008 - Continuiamo il nostro viaggio tra i candidati maceratesi alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, proponendo anche il calendario delle iniziative più rilevanti. Pd: oggi alle 10, Maria Letizia De Torre, sottosegretario alla pubblica istruzione, incontrerà docenti, dirigenti scolastici e rappresentanti sindacali all’Itis 'Divini' di San Severino, mentre alle 11.30 sarà all’istituto 'Santo Stefano' a Potenza Picena.

 

Alle 18, a Castelraimondo, aperitivo al Bar del Pendolino con Barbara Temperilli; la Temperilli sarà poi alle 19 a Sarnano insieme a Mario Cavallaro, all’Hotel dei Cerchi. Cene elettorali a Montecassiano, Macerata, Urbisaglia, Mogliano e Tolentino. Pdl: l’on. Giorgio La Malfa terrà una conferenza stampa aperta al pubblico, alle 11.30, nell’ex Bar Venanzetti a Macerata. Gazebo della Libertà saranno allestiti domani e dopodomani sul lungomare sud e in Corso Umberto a Civitanova. Partito socialista: domani, alle 18, all’Hotel San Crispino di Morrovalle, presentazione dei candidati con l’on. Alessandro Battilocchio. Sinistra Arcobaleno: stasera, alle 21, nella sala ex oratorio di Belforte del Chienti, incontro pubblico con Alessandra Aronne e Carlo Migliorelli.

 

Franco Capponi, consigliere regionale di Forza Italia. E’ stato sindaco di Treia per dieci anni. Nel 2003 entra in Forza Italia, viene eletto Presidente del Consorzio Obbligatorio per lo smaltimento dei rifiuti della Provincia di Macerata (da cui si è dimesso nel 2005). Nel 2004 si candida alla presidenza della Provincia. Conquista il ballottaggio e nonostante il risultato, viene sconfitto. Oggi è candidato alla Camera (12esimo posto) per il Pdl.

 

Qual è la battaglia politica per cui si è speso di più? "La gestione dei servizi pubblici locali nella fase di trasformazione da comunali a comprensoriali. Posso vantare questo impegno, soprattutto, nella riorganizzazione della gestione dei rifiuti solidi urbani: quando la gestione pubblica ragiona come un privato ha una marcia in più, in particolare in quei settori ad alta sensibilità di infiltrazione della malavita a causa dell’alta redditività. Non posso non ricordare anche l’altra grande battaglia vinta insieme al ministro Baldassarri, il progetto Quadrilatero".

 

In che misura la sua esperienza politica locale può essere utile in un quadro nazionale? "La mia passione è quella di mettere insieme le eccellenze di un territorio come quello maceratese e nel contempo far dialogare le amministrazioni locali su progetti e programmi da portare avanti insieme".

 

Se verrà eletto, quale sarà la prima cosa che farà? "Riqualificare da un punto di vista qualitativo il territorio, sostenere le peculiarità dell’ambiente e il territorio, sostenere e creare un sistema turistico locale che possa dirsi tale, completare il programma infrastrutturale, rivalutare il settore agricolo e farlo diventare un valore aggiunto del territorio, assecondare il mondo produttivo, in particolare quello delle piccole e medie imprese e sottoscrivere un grande patto tra le imprese e le nuove generazioni per far loro riscoprire il valore dell’impresa".

 

Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Perché penso di essere un politico atipico, perché mi interessa più il fare che il dire. Mi pongo sempre un problema morale: se riesco a dare qualcosa alla mia gente e a tutte quelle famiglie che si alzano con la forza di mandare avanti un’impresa. La stretta di mano per me è ancora un impegno solenne che va rispettato".

 

Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Abbiamo realizzato una serie d’incontri molto capillari per dire alla gente che la politica sarà di nuovo responsabilità, sarà prendersi carico delle nuove generazioni e sarà possibile essere ancora parte di un sistema di valori che difende la vita, la dignità delle persone e le conquiste socio-economiche del Paese Italia. Stasera siamo a Chiesa Nuova di Treia e Appignano, sabato a Matelica, Corridonia e Monte San Giusto".

 

Classe '72, imprenditrice. Barbara Temperilli, numero 12 nella lista del Pd alla Camera, incarna un po’ la svolta — ‘giovanilista’ e con un approccio più disinvolto verso il mondo delle imprese — del centrosinistra italiano. Qual è il suo iter politico? "Sono entrata in politica negli anni ’90, prima nella direzione provinciale del Pds, poi in quella regionale dei Ds. Sono stata assessore nella comunità montana di San Severino ed ora consigliere comunale di Sefro, oltre che componente dell’assemblea nazionale costituente del Pd".

 

Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "Sono entrata in politica negli anni di Tangentopoli, quando era più acuta la crisi del sistema politico e del debito pubblico, per certi aspetti ancora irrisolta. Per questo mi sono spesa molto per la nascita del Pd, che ritengo un percorso strettamente connesso al desiderio di rinnovamento, oltre che di volontà di affrontare e risolvere definitivamente il problema".

 

In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "Io rappresento da un lato la piccola impresa, dall’altro la zona montana, con tutte le sue difficoltà di sviluppo e le sue carenze infrastrutturali. Credo che la mia esperienza potrebbe essere spesa in queste due direzioni. Poi, data la mia esperienza in Comunità montana, ritengo di poter dire che se dopo trent’anni parliamo ancora di aree depresse, è evidente che quell’articolazione istituzionale non funziona".

 

Quindi se fosse eletta, quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe? "Attuerei politiche di sostegno alle zone montane rivolgendomi direttamente ai cittadini, dunque eliminando tutti quei livelli istituzionali, comprese le comunità montane, che oltretutto aggravano il debito pubblico. Poi mi interesserei al fatto che i vari stanziamenti del governo di centrosinistra, i 500 milioni per la superstrada 77, o i 46 milioni per la banda larga, si traducessero nelle opere per le quali sono stati destinati in tempi certi e celeri".

 

Perché i maceratesi divrebbero votarla? "Perché il Pd si propone di cambiare l’Italia, attuando riforme che si orientano verso una maggiore giustizia. Siamo gli unici che possono farlo, mantenendo unito il Paese". Come sta organizzando la sua campagna elettorale? "Sono praticamente dappertutto, in tutti Comuni, a contatto con le categorie sociali e produttive. E noto una crescente attenzione sul programma del Pd, soprattutto proveniente dal mondo delle imprese, rispetto alle quali in precedenza l’atteggiamento è stato diverso. Insomma, vedo molto attivismo, e questo lascia ben sperare".

 

E’ capolista per il Popolo della libertà: per l’economista Mario Baldassarri non ci sono problemi per un seggio al Senato dove potrà far sentire la voce della sua terra. Qual è il suo iter politico? "Sono stato viceministro dell’Economia e delle Finanze dal 2001 al 2006 nella quattordicesima legislatura. Nell’ultima sono senatore".

 

Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "In questi anni ho fatto sentire la voce delle Marche e credo di aver portato fatti concreti nella mia regione. Adesso bisogna completare l’opera, non sono stati sufficienti gli anni di governo del Centrodestra per colmare il ritardo delle Marche. E’ fatta la Quadrilatero e sono stati aperti i cantieri, adesso bisogna operare per riequilibrare la valle del Potenza con quella del Chienti. E allora è indispensabile dare un’alternativa al traffico che grava sulla vallata del Chienti attraverso una superstrada che arrivi a San Severino, attraverso il completamento del traforo del Cornello. E poi sono indispensabili le intervallive".

 

In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "Bisogna conoscere un territorio per farne valere la voce. Sono sei i punti principali del mio programma elettorale per l’Italia e le Marche: famiglia, casa, piccole e medie imprese, giovani, pensionati e sicurezza".

 

Se fosse eletto, quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe per il suo territorio? "Le infrastrutture che rappresentano l’elemento portante di tutto il resto. Adesso le Marche sono una regione di confine, ed è l’ora che diventino baricentro della globalizzazione. Siamo la finestra che dà sui Balcani e sull’est europeo e ciò significa sviluppo per i prossimi 30 anni. Bisogna allora puntare con decisione sul trasporto e sui collegamenti su gomma e rotaia, sul mare, attraverso i cieli. Sia chiaro, sono questioni che riguardano tutte le Marche perché porteranno lavoro e sviluppo nella regione".

 

Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "In tre anni ho realizzato ciò che nessun marchgiano ha fatto in 30 anni. Potrebbe apparire arrogante la mia affermazione, ma è la verità". Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Per me in questi anni non è cambiato niente nel senso che sono sempre presente in questa terra e continuo a incontrare le persone per conoscerne i problemi. Solo in questo modo ho potuto individuare le risposte giuste quando sono stato al governo e, ultimamente, dai banchi dell’opposizione".

 

Trent'anni il prossimo 22 maggio, un dottorato in filosofia all’Università di Macerata, con la quale ha un contratto a progetto che scade tra qualche giorno, Federica Curzi, è una precaria doc, candidata alla camera dei Deputati, al sesto posto, nella lista della Sinistra Arcobaleno.

 

Qual è il suo iter politico? "Mi sono formata nei movimenti e nell’associazionismo, tanto che sono la presidente provinciale dell’Arci, nell’ambito del pacifismo e di un forte impegno contro la guerra e volto ad educare alla non violenza. Poi, nel 2001, sono entrata in Rifondazione Comunista grazie al fatto che questo partito a consentito l’accesso a movimenti e gruppi, quali il Circolo della Libera Associazione a cui avevo dato vita insieme ad altri".

 

Qual è la battaglia politica che la contraddistingue? "La non violenza: non quella predicata e astratta, ma quella fatta di azioni concrete e quotidiane volte a formare una mentalità che non è solo contro la guerra, ma esprime il rispetto reciproco e la capacità di ascolto e confronto. Ma sono molto impegnata anche contro il nucleare e sui “beni comuni”, qual è, ad esempio l’acqua, che devono essere garantiti a tutti e gestiti dal pubblico".

 

In che misura la sua esperienza politica locale potrà esserle utile in un quadro nazionale? "Le rispondo con una parola: è decisiva. Se non c’è sperienza politica locale, non c’è legame con il territorio, con la conseguenza che si parla in astratto e senza rappresentare realmente i cittadini. O c’è questo legame, o la politica, quella vera, rischia davvero di finire".

 

Se fosse eletta quale sarebbe la prima cosa di cui si occuperebbe sul territorio? "Sicuramente fare in modo che si diffonda sempre più la cultura della non violenza, che deve diventare anche una catteristica ineliminabile della cultura politica. In secondo luogo, la questione ambientale e, in particolare, i rifiuti. L’emergenza a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane è solo la punta dell’iceberg. Bisogna battersi per una soluzione definitiva, tutelando gli stessi lavoratori. Ho incontrato i dipendenti del Cosmari: c’è grande preoccupazione sui rischi connessi ad una possibile privatizzazione".

 

Perché i maceratesi dovrebbero votarla? "Credo di essere fortunata, come candidata, a poter dar voce ad una rappresentanza attraverso il rispetto delle differenze. Sono accanto al cosiddetto cittadino qualunque, alle persone che operano in silenzio, ma che costituiscono la vera ricchezza del nostro Paese. E, poi, c’è la questione di genere e il ricambio generazionale. Sono donna e faccio coppia con Lidia Menapace: un fecondo scambio generazionale, per difendere i diritti delle donne". Come ha organizzato la sua campagna elettorale? "Soprattutto attraverso incontri di quartiere e con il mondo dell’associazionismo. Iniziative mirate sulle questioni che i cittadini sentono proprie".


Paola Verolini / Benedetta Iacomucci / Lorenzo Monachesi / Franco Veroli

 

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